In manette Lele Mora: bancarotta fraudolenta da 8,5 milioni di euro

In manette il talent scout dei vip Lele Mora

Una bancarotta fraudolenta da quasi 8,5 milioni di euro, un debito nei confronti del fisco di oltre 16 milioni di euro e la concreta possibilità di una fuga all'estero: per questo, ieri pomeriggio, sono scattate le manette per Dario Mora, meglio conosciuto come Lele, il talent scout ed agente dei vip.

Il 56enne è stato arrestato nei suoi uffici di viale Monza a Milano e trasferito, in tarda serata, nel carcere di San Vittore. Si legge su Il Messaggero:

Fatture per operazioni inesistenti e pagamenti verso un'altra società per investimenti immobiliari. Queste le modalità con cui Lele Mora si sarebbe reso responsabile di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, per oltre 8,5 milioni di euro, in relazione alla gestione della LM Management, società fallita di organizzazione e gestione di eventi. A quanto si apprende, l'agente avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 5 milioni e avrebbe distratto 3 milioni e 381mila euro drenandoli su Diana immobiliare, un'altra sua società poi fallita, come pagamenti per l'acquisizione di immobili. In sostanza, Lm Management acquistava case intestate a Diana immobiliare, che a sua volta le affittava alla Lm management come beni strumentali.



Il gip di Milano Fabio Antezza, nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, parla di "professionalità criminale e capacità economica di origine illecita doppiate dall'attività di drenaggio di denaro" anche successiva alla dichiarazione di fallimento della Lm Management.

Mora, si legge nell'ordinanza, "nonostante condannato con plurime sentenze oltre che in materia di sostanze stupefacenti, per i reati tributari, contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica, nonché gravato da carichi pendenti in materia tributaria, ricade nel reato tenendo le descritte molteplici e gravi condotte di bancarotta fraudolenta pre-fallimentare patrimoniale, per diversi milioni di euro, e documentale con le evidenziate modalità 'professionali' e con 'gestione imprenditoriale' caratterizzata da ben collaudate tecniche distruttive".

Per il gip, visti i contatti di Mora all'estero e la sua disponibilità di conti in Svizzera, c'era una elevata possibilità che Mora fuggisse e facesse perdere le proprie tracce.

Via | Il Giornale

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