Omicidio Heather Barnett, oggi nuova udienza: parla Danilo Restivo - Prima Parte

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E' iniziata poco fa, con la testimonianza di Danilo Restivo, la nuova udienza del processo che vede il 39enne potentino imputato per l'omicidio di Heather Barnett, uccisa a Bournemouth, in Inghilterra, il 12 novembre 2002.

Restivo, accusato in Italia dell'omicidio di Elisa Claps, sta testimoniando in italiano, aiutato dall'interprete Valeria Malandra: ha iniziato col dire che quando Elisa fu uccisa, lui aveva 21 anni, 30 quando fu uccisa la Barnett.

Ha iniziato dalla nascita, in Sicilia, ed ha proseguito a raccontare il suo trasferimento prima in Sardegna, poi a Potenza. Dopo aver brevemente accennato ai suoi trascorsi scolastici, Restivo ha dichiarato di essersi trasferito in Inghilterra nel 2002, di aver sposato Fiamma Marsango e di risiedere al n. 93 di Chatsworth Road.

Poi sono iniziate le domande, poste dal suo legale difensore David Jeremy. Facciamo un breve riepilogo.

Jeremy: "Quando hai tagliato la prima volta i capelli di una giovane donna?"
Restivo: "Avevo circa 15 anni. E' iniziato tutto con una scommessa tra studenti, mentre io cercavo di essere accettato dal gruppo. Le prime tre volte furono per scommessa, poi è iniziato a piacermi. Non ho mai voluto far male a nessuno. Mi piaceva toccarli e mi piaceva il loro odore".

J.: "Dopo le prime occasioni, hai continuato perchè ti piaceva?"
R.: "Sì. Non c'era nulla di sessuale".

L'imputato ha poi negato l'episodio riportato alcune settimane fa da Nicola Marino e sua moglie Angela Campochiaro: "non mi sono mai masturbato in un cinema dopo aver tagliato i capelli di qualcuna".

Ho provato più volte a smettere di tagliare i capelli. Ci ho provato. Non so perchè. Sono anche andato da uno psicologo.

Accantonata per un attimo la questione dei capelli tagliati, il legale ha spostato la discussione su Elisa Claps, mostrando alla giuria una sua fotografia.

L'ho incontrata per la prima volta nel luglio 1993, ma la conoscevo già di vista in quanto era la sorella di un amico. Ero attratto da lei. Mi dichiarai a lei dopo che uscimmo insieme qualche volta. Lei era già in una relazione e mi rifiutò. Ci rimasi male, ma accettai il rifiuto, era normale. Era la sorella di Luciano Claps e per questo motivo non volevo creare problemi.

Poi, parlando della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, Restivo ha dichiarato di frequentarla per la messa e di conoscerla bene. Quanto alle scale mobili in cui disse di essersi ferito, Restivo ha ammesso di essere andato a vederle, mentre erano ancora in costruzione, insieme a Paola Santarsiere, alla quale volevo dichiararmi.

Domenica mattina, il 12 settembre, mi incontrai con Elisa, avevamo fissato un appuntamento il giorno prima, per telefono. Volevo congratularmi con lei per gli esami e volevo chiederlo un consiglio: ero appena stato rifiutato da Paola e volevo sapere se era il caso di mandarle dei fiori. Ci siamo visti e siamo entrati in chiesa. C'erano alcune persone impegnate a pregare ed abbiamo preferito andare a parlare dietro l'altare. Elisa mi diede un consiglio, mi disse di abbandonare l'idea di una relazione con Paola. Era preoccupata. Mi disse che era stata infastidita, poco prima, da un ragazzo che aveva incontrato fuori dalla Chiesa. Poi lei è uscita e io sono rimasto a pregare. A quel punto mi sono diretto verso il cantiere delle scale mobili. Lì ho perso l'equilibrio e sono caduto (ha mostato ai giurati la dinamica della caduta, n.d.r.). Indossavo un paio di jeans, una camicia di jeans e una giacca. Ho usato la giacca per tamponare la ferita. Poi mi sono diretto a casa e mia sorella mi ha accompagnato al pronto soccorso del San Carlo, dove sono stato medicato. Avevo anche altre ferite lievi, ma non ho detto nulla ai medici. Più tardi, quello stesso giorno, sono andato a Napoli per una visita dentistica prevista per il giorno successivo. Sono rimasto lì l'intera notte.

Il processo continua.

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