Delitto di Perugia: Rudy Guede testimonierà nel corso della prossima udienza, il 27 giugno

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In cinque, ieri, hanno sostenuto l'estraneità di Amanda Knox e Raffaele Sollecito all'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, per il quale sono stati condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere.

Mario Alessi, ne parlamo ieri, ha raccontato in Tribunale quella che sarebbe stata la confessione fattagli da Rudy Guede, definitivamente condannato a 16 anni di reclusione, mentre i due erano detenuti nel carcere di Viterbo:

Mi disse che il suo amico era così ubriaco che non si reggeva in piedi e che dopo alcuni giorni lui e lo stesso amico si presentarono a casa di Meredith, scatenando la sorpresa della ragazza. Mi disse che erano entrati in casa e che si erano seduti in una sorta di divano. Rudy a questo punto mi disse che fu proprio lui a proporre a Meredith un rapporto sessuale a tre e che la ragazza aveva reagito chiedendo loro di uscire di casa. A questo punto Guede mi raccontò che lui andò in bagno e che quando rientrò in sala trovò uno scenario completamente diverso. Mi disse che trovò Mez a terra e il suo amico sopra di lei che la teneva per le braccia. Raccontò ancora che successivamente fu lui a mettersi a cavalcioni su Meredith. [...] Il suo amico tentò a quel punto di avere un rapporto orale con la studentessa inglese e che improvvisamente tirò fuori un coltello puntandolo al collo della ragazza. Meredith, divincolandosi, si è ferita al collo.



Poi, sempre secondo il racconto di Alessi, mentre Guede tamponava la ferita, l'amico gli disse di "finire la ragazza, altrimenti li avrebbe fatti marcire in carcere".

La stessa versione è stata fornita anche da altri due detenuti di Viterbo, che sarebbero stati a conoscenza delle confidenze fatta da Guede ad Alessi. I due, che hanno precisato di non aver sentito quel racconto dalla bocca di Rudy, l'hanno confermato in pieno, seppur con molti particolari diversi da quelli forniti da Alessi.

Un terzo detenuto, invece, si è limitato a dichiarare di aver sentito Rudy Guede dire di essere innocente.

Il racconto del quinto testimone sentito ieri, invece, è completamente differente: Luciano Aviello, ex camorrista ora collaboratore di giustizia, sostiene che ad uccidere Meredith sia stato suo fratello, al quale era stato commissionato il furto di un quadro in casa di via della Pergola, un quadro che comunque non è mai stato trovato.

Il fratello di Aviello, però, è ancora irreperibile e non ha mai potuto confermare o smentire la versione di Luciano:

Tornò a casa e nella manica strappata del giubbetto trovai un involucro con un coltello a serramanico e un mazzo di chiavi. Li ho nascosti dietro a una pietra di un muro vicino alla casa dove vivevo. Condannatemi pure ma verificate se le chiavi sono ancora lì.

A questo punto, dopo i cinque testimoni che scagionato Amanda e Raffaele, il procuratore generale Giancarlo Costagliola ha chiesto e ottenuto dalla corte d’assise d’appello che, come controprova, vengano ascoltati Rudy Hermann Guede, che in passato ha già smentito il racconto di Alessi, il suo amico Giacomo Benedetti, due detenuti che hanno avuto contatti con Luciano Aviello, il capo della squadra mobile Marco Chiacchiera e il vicequestore Monica Napoleoni.

I sei dovrebbero essere ascoltati nel corso della prossima udienza, prevista per il 27 giugno.

L'esito della perizia sul Dna affidata ai professori Carla Vecchiotti e Stefano Conti dell’istituto di medicina legale dell’università La Sapienza di Roma, sarà invece discusso nelle udienze del 25, 29 e 30 luglio.

Via | Umbria24

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