P4, l'inchiesta: le contestazioni dei pm a Luigi Bisignani e agli altri indagati


Luigi Bisignani, detto Gigi, è stato raggiunto due giorni fa da un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dai pm di Napoli. Stessa misura per il parlamentare del Pdl Alfonso Papa - magistrato in aspettativa, ex direttore generale di Via Arenula - e il sottufficiale dei carabinieri Enrico Giuseppe La Monica, attualmente latitante.

I pubblici ministeri contestavano l'associazione segreta - finalizzata ad ottenere nomine, appalti, informazioni riservate - e la corruzione. L'ipotesi accusatoria non ha però del tutto convinto il gip che ha disposto gli arresti per la sola accusa di favoreggiamento.

Il giudicante ritiene che detto materiale non debba essere particolarmente approfondito ed illustrato, avendo gli stessi pubblici ministeri precisato che l’ipotesi accusatoria “non è ancora supportata da gravi indizi di colpevolezza” scrive il gip.

Per Papa - che ha parlato di faida interna agli ambienti giudiziari napoletani - l’ordinanza di custodia in carcere è stata trasmessa alla Camera dei deputati con la richiesta di autorizzazione all’arresto che sarà discussa il 22 giugno. Ma chi è Luigi Bisignani? Uomo d’affari, lobbista, grande tessitore, le definizioni ricorrenti sui quotidiani. Nelle carte della Procura di Napoli di fianco al suo nome si legge:

"dirigente d’azienda, mediatore e procacciatore d’affari, di fatto ascoltato consigliere dei vertici aziendali delle piu’ importanti aziende controllate dallo Stato (Eni, Poligrafico dello Stato, Rai ecc), di ministri della Repubblica, sottosegretari e alti dirigenti statali”

Ex cronista politico dell’Ansa Bisignani scivola sulla maxitangente Enimont e per quell’inchiesta viene condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi. La sintesi di un’intera carriera tra palazzi del potere e grands commis di Stato è di AdnKronos:

Luigi Bisignani, già condannato nel processo Enimont e coinvolto nell'inchiesta Why Not del pm Luigi De Magistris, è stato capo ufficio stampa del ministro del Tesoro Gaetano Stammati, tra il 1976 e il 1979, durante il governo Andreotti. Nell''81 il suo nome viene citato negli elenchi della loggia P2, circostanza da lui sempre smentita. Laureato in economia, executive vice president for international business del gruppo Ilte Pagine Gialle, è stato autore di diversi romanzi, tra cui 'Il sigillo della porpora' e 'Nostra signora del Kgb'. Nel 1993, la Procura di Milano chiede il suo arresto per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti per l'inchiesta Enimont. Il 7 gennaio '94 si costituisce a Milano e viene interrogato. Nel 1998 la Cassazione conferma la sua condanna a due anni e sei mesi. Nel 2002 viene radiato dall'Ordine dei giornalisti.

''Le indagini da cui è derivata la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Bisignani inseribili in un contesto investigativo di ampio respiro e che ha interessato numerose persone, hanno riguardato l'illecita acquisizione di notizie e informazioni anche coperte da segreto alcune delle quali inerenti procedimenti penali in corso, nonché altri dati sensibili o personali al fine di consentire a soggetti inquisiti di eludere le indagini giudiziarie ovvero per ottenere favori e altre utilità'' ha affermato il procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco.

Notizie riservate che servivano secondo i pm a esercitare pressioni, ricatti, ottenere informazioni sulle indagini in corso, vantaggi di natura personale. Per l’accusa il carabiniere La Monica avrebbe avuto un ruolo importante. Avrebbe fornito agli altri due indagati informazioni riservate su inchieste della magistratura in cambio di una rapida carriera nei servizi segreti dell'Arma.

L’uomo da tempo in Africa, pare in Senegal, da due giorni è latitante. Come si accennava non tutti i capi di accusa sostenuti dai pm sono stati accolti dal gip Luigi Giordano che ha fatto cadere il più grave, l'associazione a delinquere. Il giudice non ha rilevato "indizi sufficientemente gravi" per parlare di vincolo associativo tra Papa e Bisignani. Woodcock e Greco avevano chiesto la custodia cautelare in carcere per Bisignani, Papa, il sottufficiale dei carabinieri La Monica e per l'assistente di polizia Giuseppe Nuzzo. Il gip si è detto favorevole per La Monica e Papa, Bisignani è ai domiciliari per l'accusa di favoreggiamento; Nuzzo è indagato a piede libero.

Degli altri indagati si legge su l’Unità. Tra loro...

il direttore dell’Avanti, Valter Lavitola, l’uomo che si adoperò presso le autorità del piccolo Stato di Santa Lucia per ottenere notizie e documenti utili ad incastrare Gianfranco Fini sulla vicenda della casa di Montecarlo, attivo anche sul fronte napoletano a cercare notizie sul coinvolgimento di Antonio Bassolino nell’inchiesta sul termovalorizzatore di Acerra. E poi un agente di polizia in servizio presso il commissariato napoletano Vasto Arenaccia, Giuseppe Nuzzo. Tutti membri, insieme ad altri pubblici ufficiali «in corso d’identificazione», della P4, una lobby segreta che carpiva notizie su procedimenti penali in corso e le utilizzava per aiutare amici e conoscenti in difficoltà, intimidire imprenditori cui venivano estorti gioielli griffati Cartier, soggiorni in alberghi a cinque stelle, case, automobili di lusso e danaro, ottenere incarichi prestigiosi.Raffaele Balsamo, titolare di un negozio di telefonia mobile in cui vennero acquistate schede intestate fittiziamente ad altre persone, grazie alle quali i membri della lobby comunicavano tra di loro, e Angelo Chiorazzo, presidente del Consorzio Cascina, le coop di Comunione e Liberazione.



Il 9 marzo scorso Bisignani viene interrogato

«Mi chiedete se io informassi Letta delle notizie e delle informazioni riservate di matrice giudiziaria comunicatemi da Papa - risponde l'ex giornalista ai magistrati napoletani -. A tal riguardo vi dico che sicuramente parlavo e informavo il dottor Letta delle informazioni comunicatemi e partecipatemi dal Papa, e in particolare di tutte le vicende che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente come la vicenda riguardante Verdini, come la vicenda inerente al procedimento che riguardava lui stesso (cioè il Letta) e il Chiorazzo e come, da ultime, la vicenda inerente al presente procedimento».


A Bisignani sarebbero contestati in concreto tre episodi di acquisizione di notizie riservate:

Il primo riguarda un’inchiesta sull’ex moglie di Gianni De Michelis, Stefania Tucci, informata da Bisignani dell’esistenza, a suo carico, di una richiesta d’arresto (poi rigettata). Il secondo, l’attività della cricca per informare Mauro Masi degli sviluppi dell’inchiesta di Trani nell’ambito della quale l’ex dg Rai fu intercettato mentre parlava con Giancarlo Innocenzi delle strategie per bloccare Annozero. Il terzo è legato all’acquisizione di notizie secretate su indagini a carico di Lorenzo Borgogni, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo Finmeccanica.

Sulle contestazioni mosse a Papa - soldi e regali in cambio della promessa di interessamento per la soluzione di casi giudiziari - ieri è intervenuta l'Associazione nazionale magistrati:


«I fatti che emergono dall'inchiesta di Napoli, nei confronti del magistrato in aspettativa per mandato parlamentare, Alfonso Papa, appaiono oggettivamente gravi e inquietanti. L'Anm chiederà al collegio dei probiviri di valutare con urgenza la compatibilità di alcuni comportamenti con l'appartenenza all'Anm». Così, in una nota, il presidente dell'Anm, Luca Palamara, il segretario generale, Giuseppe Cascini e il vice presidente, Antonello Ardituro, in merito al coinvolgimento del deputato del Pdl nell'inchiesta della Procura di Napoli sulla cosiddetta 'P4'. «Pur nel pieno rispetto del principio costituzionale di non colpevolezza - prosegue il comunicato - riteniamo che la credibilità di un'associazione come la nostra si misuri sulla capacità di dare risposte immediate e visibili sulla questione morale».

Il Consiglio superiore della magistratura intanto ha avviato un'azione disciplinare a carico del magistrato in aspettativa. Gli interrogatori di garanzia davanti al gip inizieranno la settimana prossima.

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