Omicidio Alessandro Mathas: l'ex amante di Katerina Mathas solleva alcuni dubbi, nuovo interrogatorio per la donna

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Rischia di aggravarsi ulteriormente la situazione di Katerina Mathas, al momento indagata per concorso in omicidio volontario aggravato relativamente alla morte del figlio Alessandro, deceduto ad appena 8 mesi per le percosse subite.

Nuove accuse nei suoi confronti sono state fatte nei giorni scorsi dall'ex amico ed amante Bruno Indovino, che ha inviato alcune lettere ai difensori di Giovanni Antonio Rasero, il 29enne condannato a 26 anni di carcere per quel delitto.

Quattro i punti principali sottolineasti da Indovino, oggetto dell'interrogatorio di tre ore a cui ieri pomeriggio è stata sottoposta la donna.

1. "Katerina mi ha spedito tre lettere dal carcere, che la polizia ha sequestrato e non sono state allegate agli atti del processo. Cosa c'era scritto e dove sono finite?"

2. "Il secondo telefonino mai trovato era il mio. Lo ha usato Katerina quella notte. Perchè nessuno lo ha mai cercato? So che lo ha lasciato nella sua casa di via Donaver".

3. "Alcune settimane prima dell'omicidio, una sera eravamo a casa mia, a Rapallo, e lei era fuori di testa. Ha fatto la matta con il bambino, tanto che ho dovuto chiamare i carabinieri di Santa Margherita".

4. "A Rasero viene contestato l'episodio della cresta", ovvero di aver maltrattato il piccolo una settimana prima dell'omicidio, quando amici lo videro mettergli la testa sotto l'acqua e sentirono alcuni colpi contro il muro, come se lo avesse sbattuto contro. "Io dico che non è stato lui".

Questi quattro punti sono già stati allegati dagli avvocati Andrea Vernazza e Romano Raimondo nella richiesta di appello contro la decisione della Corte d'Assise.

I difensori della Mathas, al termine dell'interrogatorio, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. Maggiori dettagli nel corso delle prossime ore.

Via | Genova24

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