Omicidio Iole Tassitani: ridotta a 30 anni di carcere la pena al rapitore assassino Michele Fusaro

Michele Fusaro

E' ormai definitiva la condanna per Michele Fusaro, l'operaio di 44 anni che il 12 dicembre 2007 rapì, uccise e fece a pezzi Iole Tassitani, figlia di un notaio di Castelfranco Veneto, in un tentativo di estorcere soldi alla sua famiglia.

Il cadavere della donna fu ritrovato dodici giorni dopo nel garage dell'abitazione di Fusaro, che fu immediatamente arrestato. La prima condanna arrivò il 1° giugno 2009: 30 anni di carcere.

Poi, l'11 giugno dello scorso anno, la Corte di Appello di Venezia aveva inflitto all'imputato l'ergastolo. Ieri, invece, la Cassazione ha annullato la sentenza d'appello ed ha stabilito, in via definitiva, la condanna a 30 anni di carcere.

Ne parla stamattina Il Giornale di Vicenza:

Il primo giugno 2009 il giudice di primo grado, con rito abbreviato, giunse alla conclusione che Michele Fusaro avesse ucciso e fatto a pezzi Iole Tassitani seguendo un unico disegno criminoso e per questo applicò la continuazione col reato più grave (sequestro di persona) dei reati cosiddetti "satellite". Il conteggio, portò all'applicazione di una pena complessiva di 30 anni di carcere [...] L'11 giugno dell'anno scorso si espresse la Corte d'Assise d'Appello di Venezia che rifece i calcoli del conteggio partendo da un presupposto diverso rispetto al primo grado. In sostanza, ritenne il giudice dell'Appello, Fusaro non aveva previsto di fare a pezzi il corpo: altrimenti ci sarebbe stata la premeditazione, che tuttavia non è stata contestata. Il ragionamento portò i giudici a concludere che il vilipendio di cadavere non poteva essere messo in continuazione con il sequestro di persona ma doveva essere conteggiato a parte. E perciò inflisse l'ergastolo.

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