Lamezia Terme: omicidio Vincenzo Torcasio, il secondo in 3 giorni. Le indagini


A Lamezia Terme c’è aria di guerra tra cosche: due agguati mortali in tre giorni non fanno sperare nulla di buono. Un mese fa c’era stato un altro omicidio che sarebbe però legato a una rapina, un episodio di criminalità comune.

Le indagini sull’agguato che martedì sera è costato la vita al 58enne Vincenzo Torcasio proseguono così come quelle sull’omicidio, domenica scorsa, di Giovanni Villella, 31 anni.

Nessun collegamento tra i due episodi è stato fatto, almeno finora, dagli investigatori. Vincenzo Torcasio, si legge sul Quotidiano della Calabria, sarebbe cugino del presunto boss dell'omonima cosca lametina, da anni contrapposta, secondo gli inquirenti, alla cosca Giampà.


Una faida che potrebbe essersi riacutizzata. Nelle ultime ore sono stati sentiti amici e parenti di Torcasio, gli investigatori stanno ricostruendo il giro di frequentazioni dell'uomo. Il 58enne è stato ucciso con 8 colpi di pistola calibro 9 mentre dalla panchina guidava la sua squadra di calcetto impegnata in una partita in un campo in località Carrà-Marzomiglio.

Il killer era nascosto dietro una siepe; nel panico generale seguito agli spari ha fatto perdere le sue tracce, forse dirigendosi verso la vicina zona di campagna.

Il procuratore capo di Lamezia, Salvatore Vitello, ieri ha affermato: “se pensano di trasformare questa città in un cimitero si sbagliano. Reagiremo con determinazione impiegando tutte le risorse che una procura ha a disposizione”.

La segreteria regionale calabrese del Coisp, il sindacato indipendente di polizia, non nasconde la preoccupazione: "il secondo omicidio in meno di una settimana ripropone all'attenzione la tragicità di un fenomeno criminale, che rende insicura non solo la città della piana lametina ma l'intera provincia di Catanzaro".

"Assistere ad un omicidio mentre si guarda una partita di calcio significa una sola cosa, che c'è un antistato che agisce sprezzante delle regole correndo più veloce dello Stato che è costretto, quando si parla di sicurezza, a fare i conti con tagli, spese, risorse esigue in fatto di uomini e di mezzi".

"Si spostino alcuni uffici del Ministero dell'Interno in Calabria, proprio a Lamezia Terme, si attivino presidi di legalità, solo così si batterà la criminalità, restituendo il territorio a quei cittadini che vogliono viverlo e hanno il diritto di essere garantiti".

Via e foto | Il Quotidiano della Calabria

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