Soldatessa denuncia molestie: superiore condannato da tribunale militare ma Cassazione annulla sentenza

Una soldatessa aveva denunciato di essere stata abbracciata e baciata da un superiore sul collo, all’improvviso e contro la sua volontà.

L'uomo, un sergente, era stato così condannato dal tribunale militare, ma la Cassazione a metà maggio ha annullato la sentenza. Tutto daccapo, la giovane - caporale dell'esercito - dovrà rivolgersi alla giustizia ordinaria.

Per la suprema corte infatti c'è «assoluta estraneità della condotta posta in essere dal sergente, rispetto al grado ricoperto, alle funzioni e al servizio svolti da entrambi i soggetti coinvolti nella vicenda». Il fatto non è correlato con l’attività di servizio insomma. L’art. 199 del Codice militare permette di escludere il reato quando il comportamento non è legato all'attività di servizio e allo sfruttamento della gerarchia.

Scrive Il Giornale:



C'è voluto, come al solito, il coraggio di una donna per svelare l'esistenza di queste condotte anomale e fare emergere, alla fine, una lacuna «disarmante» del Codice militare. (...) Comunque sia, è inevitabile pensare che, stando così le cose, una marea di piccoli e grandi crimini - nonnismo, stalking, mobbing, molestie e, forse, stupri - siano rimasti impuniti negli anni, ove siano stati commessi in ambiente militare, dai superiori verso i subordinati, tutti garantiti, questi modi di fare, dall'art. 199 del Codice militare (...).

L'ultima relazione sullo stato della disciplina militare presentata al Parlamento, del 2009, parla di 11 episodi di molestie sessuali nelle forze armate. L’ultimo caso di una soldatessa che ha denunciato di essere stata molestata dai superiori due mesi fa.

Molestie sessuali da parte di tre superiori, compresa una donna: le ha denunciate all'autorità giudiziaria ordinaria e militare una giovane soldatessa siciliana, figlia di extracomunitari e di religione musulmana, che sarebbe stata anche oltraggiata nel suo sentimento religioso, con l'obbligo a partecipare - sempre secondo la sua versione dei fatti - a funzioni cattoliche.

L’avvocato della soldatessa siciliana dopo la denuncia affermò: «È almeno il terzo caso che mi viene sottoposto da una donna militare e dispiace constatare che, negli altri due episodi, la vittima delle molestie si sia convinta a non denunciare gli abusi proprio per timore di non poter stabilizzare il proprio rapporto di lavoro».

Via | Il Giornale

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