Afghanistan, Cristiano Congiu: 5 arresti per l'omicidio del tenente colonnello dei carabinieri


Cinque persone sono state arrestate nell'ambito delle indagini sull'omicidio del tenente colonnello dei carabinieri Cristiano Congiu ucciso venerdì pomeriggio nel Panjshir, regione settentrionale dell'Afghanistan. "Un episodio di criminalità comune" che è costato la vita all'ufficiale dell'Arma, esperto antidroga in servizio presso l'ambasciata italiana a Kabul.

Congiu sarebbe stato ucciso dopo aver difeso una donna americana da un'aggressione nella Mokni valley, nel distretto di Khenj. Secondo l'agenzia di stampa Pajhwok, che ha diffuso la notizia degli arresti, la donna è stata trattenuta in custodia cautelare per l'esistenza di un'indagine non terminata.

Fonti della sicurezza afghana fanno sapere che nelle prossime ore arriveranno quattro investigatori italiani nel Panjshir. Congiu abitava con la moglie e la figlia a Pontecorvo, 15.000 abitanti in provincia di Frosinone: «A Pontecorvo tornava ogni tre mesi, quando era in licenza».

«L’ultima volta c’era stato dal 20 al 22 maggio scorso - ricorda un suo amico, il farmacista Anselmo Rotondo -. Quando rientrava ci vedevamo sempre. Stava lavorando a un progetto, quello di aprire in Afghanistan un ospedale per bambini mutilati. Mi aveva chiesto di metterlo in contatto con le case farmaceutiche per la fornitura di medicinali. Mia madre gli ripeteva: ma quando lo lasci questo lavoro così pericoloso? E lui rispondeva: è la mia vita, se devo morire preferisco farlo sul campo. Sarebbe tornato il 19 giugno».

L'ufficiale aveva lavorato per anni a Napoli combattendo i clan dell'area Flegrea. Poi era stato il comandante della caserma di Pontecorvo: «Era un trascinatore dalla grande carica umana. Aveva fiuto. Suo obiettivo era la guerra alla droga. Mi chiamava papà, perché ero il più anziano. E, quando d’estate facevamo servizi notturni, spesso ci rifocillava con bibite e cornetti. Quando c’erano le cene tra colleghi, capitava che serviva lui a tavola. Era sempre il primo ad aiutare chi aveva bisogno ...», dice il luogotenente Enzo Di Mascio, collega del capitano a Pontecorvo.

Nel 1998 il capitano Congiu, allora 38enne, aveva arrestato un latitante pluriomicida con problemi psichici. L'uomo era fuggito dalla Sicilia dopo aver ucciso la moglie e portando con sé i figli di 5 e 7 anni. Se legge in dettaglio negli archivi del Corriere. "L'avevamo ormai localizzato tre giorni fa. Sapevamo che aspettava visite, ma non potevamo intervenire finche' non eravamo certi di poter tenere fuori i bambini. Il rischio che diventassero degli scudi umani era troppo forte".

Via | Il Messaggero - Pajhwok

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