Cinisello Balsamo, sequestrati oltre 300 reperti nel “box degli orrori”. Il fratello di Antonio Giordano: “Non è un assassino”

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Gli inquirenti sospettano che Antonio Giordano, arrestato mercoledì scorso a Cinisello Balsamo, sia un serial killer. Lui non ci sta e continua ad affermare che la morte della prostituta romena Gianina Viorica Ganfalianu – il cui cadavere è stato trovato incaprettato in un box intestato a Giordano – sia stato un tragico incidente, un gioco erotico finito male:

Facevo giochi erotici con donne adulte e consenzienti. Non volevo ucciderla, è capitato senza che me ne accorgessi. Mi è morta quasi tra le mani.

Giordano ha dichiarato di aver portato la donna nel box la notte tra martedì e mercoledì, ma gli inquirenti ritengono che il decesso sia avvenuto 24 ore prima di quanto affermato dall'uomo.

Per fare chiarezza sulla situazione sono già intervenuti i Ris di Parma, che hanno sequestrato oltre 300 reperti organici ed inorganici dal “box degli orrori” ed hanno già iniziano le analisi.

Nel frattempo, mentre gli inquirenti stanno cercando altri casi di donne scomparse o uccise in quell'area negli anni precedenti, Giordano resta in carcere con l'accusa di omicidio volontario.

Anche i suoi familiari credono che sia innocente. A parlare è il fratello Enzo, raggiunto da una giornalista de Il Giorno:

Viene dipinto come un mostro, come un assassino e un barbone. Non è così. È un padre di famiglia, è un gran lavoratore. Questa non è l’immagine buona che abbiamo noi di lui: è proprio lui che è così. Certo che sapevamo che Antonio aveva questo box e l’altro a Sesto, ma non immaginavamo cosa ci facesse dentro. Non è un serial killer, non è un assassino. È una brava persona e non solo perché è mio fratello: è stato detto di tutto su di lui. Non vogliamo più sentire menzogne. Si cercano indietro negli anni altre donne uccise: quella strangolata con una calza a Sesto e quella picchiata a sangue da un uomo su una Bmw nel 2006. Si è detto che i sospetti si sono concentrati su di lui perché aveva lo stesso modello di auto. Ma non è vero: Antonio nel 2006 aveva una Seat Cordoba rossa.


Le indagini proseguono.

Via | Il Giorno

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