Enna: 10 arresti contro clan cappello nell'operazione antimafia Fiumevecchio


Blitz antimafia in provincia di Enna dove questa mattina sono stati tratti in arresto 10 presunti appartenenti al clan Cappello di Catania. Nell’operazione, denominata Fiumevecchio, sono stati impegnati cento carabinieri.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dalla Procura Distrettuale di Caltanissetta per le accuse di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, detenzione di armi e altro. La cosca, secondo gli inquirenti, aveva ampliato il suo raggio d'azione fino a Catenanuova e altre aree dell'Ennese.

Di recente un pentito del clan Cappello ha dichiarato che gli ex Cursoti avevano progettato di uccidere cinque elementi di spicco della mafia catanese, della cosca Santapaola, per accreditarsi come unici referenti dei boss palermitani di Cosa Nostra.

Secondo quanto rivelato dal collaboratore di giustizia Gaetano D'Aquino, scrive Catania Oggi, i Cappello volevano in particolare la morte di Sebastiano Mazzei e Turi Amato, marito di Grazia Santapaola, la cugina del presunto boss Benedetto Santapaola.

A fine ottobre del 2009 la DDA, temendo appunto una nuova guerra di mafia a Catania, aveva emesso 50 provvedimenti di fermo a carico di presunti affiliati alle due cosche.

L’operazione Revenge, ha raccontato Aquino, sarebbe stata quantomai tempestiva: "Dall'ottobre del 2009 fino a gennaio del 2010 dovevano essere fatti una quindicina di nuovi uomini d'onore per formare la nuova famiglia", ma tutto venne bloccato a seguito del blitz della polizia.

Il neocollaboratore di giustizia ai magistrati ha poi spiegato che la principale fonte di affari per i Cappello è la droga: "La cocaina in Colombia poteva essere acquistata a 4 mila euro al chilo, in Spagna a 27 mila euro al chilo e poi a Catania veniva smerciata a 52 mila euro al chilo".

Foto | Flickr

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