Arrestato Gianfranco Boccalatte, presidente Tribunale di Imperia


Il presidente del tribunale di Imperia Gianfranco Boccalatte è stato arrestato stamattina dai carabinieri su disposizione della procura di Torino.

Boccalatte è accusato di corruzione in atti giudiziari e millantato credito: per gli inquirenti avrebbe concesso sconti di pena e favori a presunti esponenti della criminalità organizzata locale. L’inchiesta a metà gennaio aveva portato in carcere il suo autista, Giuseppe Fasolo, accusato di aver agito come mediatore.


Il procuratore Giancarlo Caselli, titolare dell’indagine, allora affermò: 
“Per chiarire ogni dubbio è stato necessariamente iscritto nel registro degli indagati anche Gianfranco Boccalatte. Si è proceduto a vari accertamenti nei suoi confronti e il presidente del Tribunale ha offerto ampia collaborazione”.

Da Riviera24:

A scatenare il putiferio nelle intercettazioni ambientali e telefoniche sarebbe stato un «incidente»: lo stato febbrile di un avvocato che non poteva presentarsi a Genova al tribunale di sorveglianza. Di qui un giro di telefonate vorticoso tra Fasolo e altri indagati preoccupati perchè la «raccomandazione» (pilotata, sembrerebbe, dalla presenza di un magistrato nel collegio) se ne stava andando in fumo (con relativa perdita della mazzetta).

Ancora una volta, cosa assurda parlando di delinquenti, nessuno pensava di essere intercettato. Nel frattempo i carabinieri, su disposizione del procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli, farcivano di cimici gli uffici del tribunale di Imperia e anche l’auto blu di servizio con la quale Fasolo portava in giro il giudice Boccalatte.

Boccalatte era in aspettativa e in attesa di un trasferimento a Firenze. All'uomo sono stati concessi gli arresti domiciliari. Oltre a lui altre tre persone sono state raggiunte stamane dai provvedimenti restrittivi:

Nell'ambito della stessa inchiesta giudiziaria sono scattate altre tre misure cautelari nei confronti dell'autista di Boccalatte, Giuseppe Fasolo, arrestato il 18 gennaio scorso e di due calabresi ritenuti vicini alla criminalita': Nicola Sansalone, 62 anni, di Gioia Tauro (Reggio Calabria), ma residente a Sanremo e Leonardo Michele Andreacchio, 50 anni, di Taurianova (Reggio Calabria), abitante a Ventimiglia.

I due sarebbero, secondo il castello accusatorio, i beneficiari dei provvedimenti del giudice. Parliamo, in particolare, dell'affievolimento di sentenze riguardanti le misure di prevenzione, la cui competenza era del presidente del tribunale di Imperia. In questo caso, a detta degli inquirenti, si concretizzerebbe la corruzione in atti giudiziari. Il millantato credito, invece, dipenderebbe dal fatto che Boccalatte assicurava di poter intervenire anche presso il magistrato di Sorveglianza per far ottenere, questa volta, sconti sulle misure attinenti la liberta' vigilata.

Foto | Riviera24

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