Omicidio Carmela Rea: Salvatore Parolisi nuovamente interrogato, molti i dubbi ancora da chiarire

SalvatoreParolisi_Interrogatorio

Dopo il lungo interrogatorio di martedì, durate oltre otto ore, Salvatore Parolisi è stato nuovamente sentito dal pm di Ascoli Piceno, Umberto Monti, nella caserma di Castello di Cisterna, in provincia di Napoli. Ancora una volta come persona informata sui fatti.

Altre sette ore di interrogatorio, stando a quanto riferisce Il Mattino, di cui si sa ben poco. Parolisi, marito di Carmela Melania Rea, la donna trovata morta il 20 aprile scorso a Ripe di Civitella, si è presentato in caserma tenendo in mano un sacco nero, forse contenente degli indumenti.

Anche in questa occasione Parolisi è uscito dalla caserma, in tarda serata, come uomo libero: "Basta, sono stanco e sto male. Vi prego, trovate l’assassino di mia moglie. Mia figlia è rimasta senza madre in un modo atroce".

Eppure la sua versione dei fatti continua a non convincere del tutto gli inquirenti. Ne parla Repubblica:

"Si è diretta verso la toilette del ristorante Il Cacciatore perché i bagni chimici accanto al chiosco le erano parsi troppo sporchi" ha raccontato Salvatore mostrando ai carabinieri la strada imboccata dalla moglie: via Martiri della Resistenza, un lungo viale alberato da cui si arriva al Cacciatore solo dopo un lungo giro quando dalle altalene del parco basterebbe percorrere un sentiero per raggiungere il ristorante in pochi minuti. "Mi ha detto che mi avrebbe portato un caffè" ha aggiunto tra le lacrime il caporal maggiore del 235mo Reggimento Piceno senza rendersi conto che più tardi gli investigatori, scoprendo che Melania la borsa l'aveva lasciata a casa, si sarebbero chiesti con quali soldi poteva fare quella consumazione visto che in tasca non aveva un centesimo.

E, ancora:

Parolisi non osa salire nella pineta di Ripe di Civitella nel pomeriggio del 20 aprile quando finalmente, grazie ad una telefonata anonima partita dal centro di Teramo, i carabinieri scoprono il corpo senza vita di Melania. Più tardi dirà che Raffaele Paciolla, il vicino, gli ha mostrato le foto scattate con cellulare a quel chiosco nascosto tra i boschi. Peccato però che di foto Paciolla non ne ha fatte. Ed è sempre Paciolla a rivelare agli investigatori che Salvatore in quella pineta c'è già stato e con la moglie. Interrogato la notte del 22 aprile il caporal maggiore ammetterà: "È vero, ci sono stato una decina di giorni fa. Quando la bimba si è addormentata in macchina io e Melania abbiamo fatto l'amore accanto al chiosco...". Ma l'esame delle celle telefoniche rivelerà che Salvatore forse si trovava in quel luogo anche il giorno in cui sua moglie è scomparsa.

Senza contare che tutte le persone presenti quel 18 aprile a Colle San Marco, già sentite dagli inquirenti, hanno rivelato di aver visto Salvatore Parolisi e la bambina, ma non Carmela.

Poi c'è anche la relazione extra-coniugale di Salvatore con la soldatessa Ludovica, ora in forza al Reggimento Lancieri di Montebello. L'uomo ha confermato che quella storia è finita mesi fa, mentre lei rivela che i due si sarebbero sentiti anche dopo la scomparsa di Carmela e i tabulati telefonici hanno confermato che la vittima era a conosceza della relazione del marito e in due diverse occasioni aveva contattato telefonicamente Ludovica.

Insomma, di elementi ancora da chiarire ce ne sono molti. Gli interrogatori e le indagini proseguono.

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