Omicidio Carmela Rea: la siringa era stata usata da tossicodipendenti. Ritrovata la borsa gialla

Salvatore Parolisi

Continuano, su più fronti, le indagini sull'omicidio di Carmela Melania Rea, coordinate dalla Procura di Ascoli insieme a quella di Teramo. Procediamo per punti.

La borsa gialla: in un primo momento data per mancante, gli inquirenti l'hanno rinvenuta nell'appartamento della coppia a Folignano, dopo un nuovo sopralluogo. Del trolley, invece, ancora nessuna traccia.

Il coltello: ritrovato nei giorni scorsi nelle vicinanze del luogo del delitto, è già stato escluso dagli inquirenti. Si tratta di un piccolo coltello da campeggiatore, quasi certamente usato da un cercatore di funghi e perso in quell'area.

Gli abiti del marito: Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell'esercito, ha fornito di sua spontanea volontà gli abiti da lui indossati il 18 aprile scorso, giorno della scomparsa di Carmela.

I capi, che includono un paio di pantaloncini corti, secondo gli inquirenti sarebbero incompatibili con la temperatura rigida di quel giorno.

Altro dubbio: quei pantaloncini non sono gli stessi indossati dall'uomo la mattina del 18 aprile, quando le telecamere del centro commerciale lo hanno ripreso insieme alla moglie e alla figlia. Potrebber essersi cambiato prima di andare al parco, ma vale comunque la pena di approfondire la questione.

La siringa: trovata conficcata nel corpo di Carmela, sembrerebbe esser stata utilizzata da tossicodipendenti. I carabinieri del Ris hanno isolato due profili genetici, non appartenenti né a Carmela né al marito.

L'ipotesi, piuttosto valida, è che l'assassino l'abbia trovato sul luogo del delitto e l'abbia utilizzata nella messinscena insieme al laccio emostatico e all'incisione sul corpo di Carmela.

Gli interrogatori: in queste ora gli inquirenti stanno sentendo numerosi testimoni, tra i quali ci sono le soldatesse istruite da Salvatore Parolisi. Pare che l'uomo abbia avuto una relazione extraconiugale con almeno una di loro e, se l'ipotesi del delitto passionale pare la più probabile, questo è un dettaglio di grande rilevanza.

Gli inquirenti hanno già acquisito i fogli di presenza delle soldatesse nei giorni dell'omicidio, tra il 18 e il 20 aprile.

La versione di Salvatore Parolisi: in queste ultime ore si è fatta avanti un'altra ipotesi. Possibile che Carmela non sia mai arrivata sul Colle San Marco quel 18 aprile?

L'unico a confermare la sua presenza è il marito Salvatore Parolisi, il cui racconto, secondo gli inquirenti, risulta lacunoso in più punti.

Alfredo Ranelli, titolare dello chalet a Colle San Marco e per ora testimone chiave nelle indagini, in un primo momento aveva confermato di aver visto Salvatore, Carmela e la piccola Vittoria intorno alle 15 del 18 aprile.

Ieri, però, l'uomo è tornato sui suoi passi: ha ammesso di esser sicuro di aver visto Salvatore e la bambina, ma di avere forti dubbi sulla presenza di Carmela.

Le indagini proseguono.

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