Clan dei Casalesi, omicidio del pentito Michele Orsi: ergastolo a Giuseppe Setola e ad altre quattro persone

arrestoGiuseppeSetola

Cinque persone sono state condannate all'ergastolo questa sera in relazione all'omicidio dell'imprenditore dei rifiuti Michele Orsi, ucciso in un agguato a Casal di Principe nel giugno 2008, dopo che l'uomo aveva iniziato a collaborare con i magistrati. Dall'archivio di Repubblica:

Ieri, poco dopo le 12,30, a cadere sotto i colpi di pistola è stato Michele Orsi, 47 anni, già coinvolto insieme al fratello, Sergio, nell' inchiesta sullo scandalo del Consorzio Eco 4, attivo nello smaltimento dei rifiuti in diversi comuni del casertano. [...] Michele Orsi era uscito dalla sua abitazione, in corso Dante, al numero civico 20, a Casal di Principe, per comprare alcune bibite al «Roxibar», distante poco più di dieci metri da casa sua. Secondo una prima ricostruzione, i suoi assassini lo aspettavano al bar e per lui non c' è stato scampo. Per gli inquirenti Orsi sarebbe stato attirato in una trappola, chiamato da qualcuno che lui conosceva bene. Lo hanno finito con due colpi al torace e uno alla testa. Una esecuzione in piena regola.

I responsabili, secondo la Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere, sono il boss Giuseppe Setola, capo dell'ala stragista del clan dei Casalesi, Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia, Massimo Alfiero, Mario Di Puorto e Domenico Luongo.

I primi cinque sono stati condannati all'ergastolo, mentre per Luongo il collegio ha stabilito una condanna a 23 anni di carcere. Un sesto imputato è stato condannato a due anni di carcere per favoreggiamento.

Orsi, come è emerso in Tribunale, poco prima di essere ucciso aveva iniziato a collaborare coi magistrati:

Aveva testimoniato nel processo che vede imputati alcuni imprenditori in una inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti. Aveva risposto alle domande del giudice durante l' udienza preliminare e fatto dichiarazioni accusatorie, ricostruendo il sistema politico-camorristico che sarebbe dietro lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Inoltre avrebbe dovuto deporre giovedì in un altro processo, sempre sullo stesso tema, i cui imputati sono a piede libero. Ma al momento Orsi aveva solo una vigilanza delle forze dell'ordine, con un' auto che passava sotto casa in alcune ore del giorno e della notte. Tecnicamente per gli inquirenti Orsi non si poteva definire un classico pentito ma un "imputato dichiarante", che con le sue ammissioni stava fornendo un importante contributo.

Setola, finito in manette nel gennaio 2009, è ora in attesa della sentenza per la strage di Castel Volturno del 18 settembre 2008, prevista per la fine di maggio.

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