'Ndrangheta: 35 arresti in Lombardia


Colpo alle cosche di 'ndrangheta in Lombradia: 35 persone sono state arrestate questa mattina con le accuse di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, minacce, smaltimento illecito di rifiuti e spaccio di sostanze stupefacenti. Il blitz arriva dopo tre operazioni contro i clan calabresi della scorsa settimana (Il crimine 2, Imelda, Reggio Sud) e dopo l'allarme "colonizzazione Lombardia" lanciato nelle 1110 pagine della relazione annuale della Direzione nazionale antimafia.

In Lombardia scrivono gli analisti «si è riprodotta una struttura criminale che non consiste in una serie di soggetti che hanno semplicemente iniziato a commettere reati in territorio lombardo» ma che «operano secondo tradizioni di 'ndrangheta: linguaggi, riti, doti, tipologia di reati sono tipici della criminalità della terra d'origine e sono stati trapiantati in Lombardia dove la 'ndrangheta si è trasferita con il proprio bagaglio di violenza».

Per la DIA tutto ciò «suscita particolare allarme specie se si considera che il territorio in questione sarà interessato dalle grandi opere che si eseguiranno in funzione dell'Expo 2015». Registrata inoltre «l'occupazione criminosa di interi settori caratterizzati da difficoltà finanziarie». Gli affiliati nella regione si legge ancora nel rapporto sono circa 500; accertata la presenza di ameno 17 locali che rispondono a un vertice regionale strategicamente dipendente dalla casa madre.

Gli arresti odierni sono stati eseguiti dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dai carabinieri del Ros in collaborazione con la polizia locale. L'inchiesta, coordinata dalla DDA di Milano (PP.MM. dott.ssa Boccassini, dott.ssa Dolci, dott. Storari e dott. Proietto), ha permesso di ottenere anche il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

Fra gli arrestati, si legge su la Repubblica Milano:

ci sono personaggi di primo piano delle cosche reggine e platiote, tra cui il 59enne boss Giuseppe 'Pepè' Flachi e suo figlio Davide, nonché diversi personaggi legati al clan Barbaro, tutti da anni residenti nel capoluogo lombardo.Sequestrati anche beni per due milioni di euro. In carcere anche Paolo Martino, considerato "diretta espressione" della famiglia reggina dei De Stefano, e Giuseppe Romeo e Francesco Gligora, considerati punti di riferimento delle cosche di Africo in Lombardia.


Fra le attività dei boss Non c'è solo la diffusissima infiltrazione nel settore del movimento terra nei cantieri edili di Milano, ma anche la gestione della security in molti, notissimi, locali notturni, l'estorsione agli esercizi pubblici che sorgono nelle stazioni della metropolitana, l'attività di pizzo ai chioschi dei 'porchettari', il controllo dei posteggi fuori dalle discoteche più celebri, gestione di cooperative appaltatrici dei servizi di trasporto in Tnt e perfino una 'tassa' imposta a chi intendeva spacciare in alcune piazze della città.

Scrive Il Fatto Quotidiano:

La ‘Ndrangheta gestiva anche i servizi di distribuzione per la Lombardia della Tnt (ex Traco), società che si occupa anche della consegna di pacchi e posta. Secondo il provvedimento del giudice, la Tnt aveva dato in subappalto a consorzi e cooperative di trasporto (con proprietà dei camion) i servizi di recapito di plichi. Ed è proprio di questi servizi che la ‘Ndrangheta avrebbe assunto il controllo, secondo l’inchiesta della dda, da almeno due anni; anche se da alcune intercettazioni tra Pepe Flachi con il figlio emerge che la criminalità organizzata ha infiltrazioni da almeno un ventennio nella società di spedizione e consegne pacchi in Lombardia.

Foto | Flickr

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