Partinico: confiscati beni per 2,3 milioni a sorella boss Vito Vitale


Beni per oltre 2 milioni di euro sono stati confiscati alla sorella di Vito Vitale, condannato a 7 anni di reclusione per associazione mafiosa e ritenuto dagli inquirenti il boss di Partinico (Palermo). La misura è stata disposta dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo a seguito delle indagini della Guardia di Finanza.

Le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli ad immobili, terreni, automezzi e disponibilità finanziarie, per un valore di circa 2 milioni e 300.000 euro. Tutti beni intestati o indicati come riconducibili ad Antonina Vitale, 48 anni.

La donna, nel novembre 2004, era stata arrestata nell'ambito di un'operazione, condotta dal Gico della Guardia di finanza e dai carabinieri, per mafia. Antonina Vitale avrebbe curato gli affari della famiglia mafiosa di Partinico, in assenza del fratello detenuto, e ha partecipato anche a riunioni di mafia.

Dell’arresto di Vito Vitale, alias Fardazza, si legge negli archivi del Corriere. Era aprile del 1998:


Nella storia dei superlatitanti Vito Vitale passera' per il boss "tradito" dalla sua amante. Fregato ieri da un amore segreto e furtivo. Quello di una frizzante bruna dai capelli lunghi e ricci, (...) una casalinga che nemmeno dimostra i suoi 30 anni, adesso in cella, come il marito arrestato per droga l'anno scorso. Pedinando lei, la bella "Gina", madre di 2 figli, la task force della Squadra Mobile di Palermo ha concluso la caccia al boss che sperava di conquistare il dominio di Cosa Nostra facendo piazza pulita fra i Di Maggio e i Brusca, seminando il terrore fra San Giuseppe Jato e Partinico, deciso ad uccidere il magistrato che indagava su di lui, Alfonso Sabella, come hanno raccontato alcuni pentiti.


(...) Questo sanguinario boss che s'era arrabbiato con Giovanni Brusca perche' non gli aveva fatto strangolare il figlio del pentito Di Matteo si nascondeva nel suo territorio. In un casa in costruzione, a cento metri dal cimitero di Borgetto, a due passi dal convento dei Benedettini. Un'intera zona dominata da un costone dal quale si vede tutto, come fosse il palco di un teatro. E proprio li' s'erano appostati gli uomini della catturandi e gli agenti del commissariato di Partinico. All'epilogo dell'arresto, concluso con una corsa verso la questura fra gli applausi di tanti palermitani, si e' giunti dopo settimane di pedinamenti.

Via | Giornale di Sicilia

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