Cosenza: colpi di pistola contro segreteria consigliere regionale Salvatore Magarò

Dei colpi di pistola sono stati esplosi nella serata di ieri contro la finestra della segreteria politica del consigliere regionale Salvatore Magarò. L'ufficio si trova nel centro storico di Cosenza e al momento dell'atto intimidatorio era chiuso.

Magarò è il presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta ed è stato eletto con la lista "Scopelliti Presidente" nella circoscrizione di Cosenza. Due giorni fa durante una iniziativa promossa dall'associazione Libera insieme all’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati per festeggiare i 15 anni dall’entrata in vigore della legge 109 del '96, sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, Magarò aveva sottolineato una volta di più l'importanza, nella lotta alla mafia, di intervenire sui patrimoni illecitamente accumulati.

"Ce l’hanno insegnato le tante storie di vittime della mafie, giudici assassinati la cui memoria abbiamo il dovere di non dimenticare mai, operatori del diritto ed uomini e donne che quotidianamente contrastano l’illegalità: la mafia si combatte senz’altro con una repressione sistematica ed intelligente, ma soprattutto colpendola nei patrimoni accumulati. In tal senso è doveroso riconoscere l’ottimo lavoro svolto, sia sul piano della quantità che della qualità, dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati sulla cui falsariga il Consiglio regionale della Calabria il 22 febbraio ha approvato la legge che istituisce l’Agenzia regionale a cui, in Calabria soprattutto, annettiamo un’importanza straordinaria”.

“Mi fa piacere, quindi, in coincidenza con i 15 anni della legge che prevede il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, la n. 109 del ’96, rammentare che il Consiglio regionale della Calabria ha deliberato di affiggere, in sintonia con lo spirito di rinnovamento che anima la Commissione che presiedo e l’intera Assemblea calabrese, una targa in ogni comune della Calabria, ivi compresa la stessa sede del Consiglio, con su scritto: Qui la ‘ndrangheta non entra!”.

Video | Melito on line

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