Sventato agguato ad Anna Carrino, ex compagna boss Casalesi Francesco Bidognetti

Un agguato di camorra contro la collaboratrice di giustizia Anna Carrino - ex compagna di Francesco Bidognetti, considerato il boss dell’omonima fazione del clan dei Casalesi - è stato sventato dalle forze dell'ordine. A raccontarlo è stamattina Il Secolo XIX:

«Pronto, Anna? Hai visto: alla fine ti abbiamo trovato». L’incubo inizia così, con una telefonata fatta da chissà dove a un anonimo appartamento di Chiavari.

Succede alcuni mesi fa ed è il preludio a un agguato che la camorra voleva a tutti i costi compiere e aveva oramai in preparazione nel Tigullio. L’obiettivo? Anna Carrino, appunto: collaboratrice di giustizia ed ex donna di Francesco Bidognetti, capo del clan dei Casalesi assieme a Francesco Schiavone. Chiavari e la provincia di Genova come Napoli e “Gomorra”: un campo di battaglia.

La collaboratrice di giustizia è stata trasferita in un'altra località segreta...

Una fonte confidenziale ha rivelato al Secolo XIX che fino ad alcuni mesi fa Anna era nascosta a Chiavari. È stata trasferita in fretta e furia dopo quella telefonata, ricevuta a tarda sera da «un’utenza privata, riservata, nemmeno intestata alla collaboratrice». Nessuno, se non i dirigenti del Servizio centrale di protezione e del nucleo regionale, sapeva che la Carrino fosse nel Tigullio. Eppure, i clan hanno trovato la donna, l’hanno riconosciuta e individuata in quell’alloggio chiavarese. Le intercettazione telefoniche e ambientali dell’Antimafia confermano che i camorristi erano pronti addirittura a usare l’esplosivo pur di tappare la bocca alla Carrino.

Le rivelazioni della donna nel giugno scorso avevano portato all'arresto di 14 presunti esponenti dell'ala bidognettiana del clan. Anna Carrino era già scampata ad un altro tentativo di ucciderla come ricorda Pupia Alcuni familiari di Anna Carrino nel 2008 erano scampati a una progettata vendetta, come riporta Pupia:


Già nell'estate del 2008, in pieno periodo stragista condotto dalla fazione capeggiata da Giuseppe Setola, di derivazione bidognettiana, nei confronti della Carrino fu tentata una vendetta trasversale. Due sicari, fintisi agenti della questura con tanto di auto munita di lampeggiante, bussarono alla porta di un'abitazione di Villaricca (Napoli) dove vivevano i familiari della pentita: la mamma Assunta, la sorella Maria e la nipote Francesca. Le donne, accortesi che qualcosa non andava, tardarono ad aprire la porta e i killer iniziarono a sparare colpi di fucile contro l'ingresso, ferendo la più giovane Francesca.

Grazie alle rivelazioni della Carrino sono stati eseguiti decine di arresti contro il clan, tra cui il figlio Aniello. Prima di pentirsi è stata parte attiva dell’organizzazione criminale e “ambasciatrice” dell’ex compagno Bidognetti (detto “Cicciotto ‘e mezzanotte”), il quale, mentre era in carcere, le impartiva direttive. In un’intervista televisiva lanciò un appello all’ex compagno Bidognetti affinché collaborasse con la giustizia: “Pentiti, la camorra deve essere sconfitta”. 

Foto | Pupia

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