Legge svuota carceri: domiciliari fino a 6 anni di pena

Per le condanne non superiori ai 6 anni la galera sarà scontata a casa: l'emendamento del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri.

L’ultima modifica alla legge svuota carceri prevede per chi è già in galera gli arresti domiciliari se sta scontando delitti puniti con la reclusione fino a sei anni.

Così secondo l'emendamento presentato dal governo alla legge delega sulla messa alla prova e sulle pene detentive non carcerarie. Per condanne non superiori ai 6 anni si intendono tutti quei procedimenti passati in giudicato per reati minori e non ritenuti eccessivamente antisociali, per i quali invece rimane l’obbligo del carcere.

Altra rilevante novità contenuta nell’emendamento a firma del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri è che la reclusione domiciliare viene trasformata in una vera e propria pena principale, stabilita dal giudice con la sentenza, non una misura alternativa come è considerata oggi.

Se il decreto sarà approvata entro fine giugno, come pare, il condannato per delitti fino ai 6 anni dal carcere passerà quindi a scontare la pena presso il suo domicilio o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza.

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha già spiegato che l'approvazione del decreto svuota carceri avverrà nel prossimo Consiglio dei ministri del 15 giugno:

È un provvedimento tampone, urgente, che farà uscire non più di 3 mila, 4 mila detenuti.

Per il piano strutturale sulle carceri invece:

Ci vuole un po' di tempo. Dobbiamo dare una risposta all'Europa per il prossimo maggio e io conto di varare il piano per l'autunno.

Secondo il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria Donato Capece:


L'emergenza carceri è sotto gli occhi di tutti e servono strategie di intervento concrete. Non crediamo che l'annunciato decreto legge che il Consiglio dei Ministri approverà sabato risoverà i problemi.

La patrie galere scoppiano: secondo l'associazione Antigone ospitano oltre 67mila persone, 22mila in più rispetto alla loro capienza; 24.000 detenuti sono in attesa di giudizio.

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