Prima notte in cella per Mesina: grazia a rischio

In caso di condanna entro il 2014 "Grazianeddu" perderebbe la grazia concessagli nel 2004 e tornerebbe a tutti gli effetti un ergastolano.

L’ex primula rossa del banditismo sardo Graziano Mesina, arrestato ieri in un blitz antidroga, a 71 anni suonati è tornato in carcere con l’accusa di dirigere uno dei due gruppi criminali sgominati dall’inchiesta della Dda di Cagliari. Organizzazioni che tra la Lombardia e la Sardegna sarebbero state attive nel traffico e nello spaccio di droga, nelle estorsioni, nei furti e nelle rapine. Il gruppo capeggiato da Mesina aveva poi progettato almeno un sequestro di persona.

Accuse assortite che in caso di condanna entro il 2014, potrebbero costare a Mesina la grazia concessagli nel 2004 dell’allora Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Il provvedimento era subordinato alla condizione che Grazianeddu evitasse nei successivi 10 anni altre condanne. L’ex bandito italiano per antonomasia riacquisterebbe insomma lo status di ergastolano.

La scorsa notte Mesina ha così trascorso la sua prima notte in cella, dopo circa nove anni, nel carcere di Badu 'e Carros (Nuoro), precisamente nel braccio As3 del penitenziario, dove si trovano ergastolani e presunti boss della criminalità organizzata. Insieme a lui nella stessa cella c’è un altro detenuto.

Dopo l'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Cagliari, che si dovrebbe svolgere tra oggi e domani, si saprà quale strategia difensiva lo storico legale di Mesina, l’avvocato Giannino Guiso, adotterà. Se l’ex bandito, che si era fatto una nuova vita come guida turistica, si difenderà dalle accuse o sceglierà di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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