Kuwait: condannata a undici anni di prigione per i tweet contro il regime

Huda al Ajmi, un’insegnante 37enne, è stata condannata per alcuni tweet che chiedevano un cambio di regime in Kuwait

Mentre anche in occidente il dibattito sulla giurisprudenza legata ai social media rimane accesissimo, dal Kuwait arriva una notizia che conferma quanto, in alcuni Paesi del Medio Oriente, la libertà di pensiero sia una conquista lungi dal realizzarsi, tanto più se quel pensiero viene espresso da una donna.

Il caso è quello di Huda al Ajmi, condannata da un tribunale kuwaitiano a undici anni di reclusione per una serie di tweet che sono stati giudicati offensivi nei confronti dell’emiro. Tre sono i capi d’imputazioni contestati alla giovane insegnate: 1) insulto all’emiro, istigazione al rovesciamento del regime, 3) utilizzo improprio del cellulare.

A dare la notizia, dal suo account di Twitter, è stato Mohammed al Humaïdi, direttore dell’Associazione Kuwaitiana dei diritti umani.

Cinque anni sono stati inflitti per i primi due capi di imputazione, un anno per il terzo; il verdetto si configura, così, come la pena detentiva più pesante mai inflitta da un tribunale kuwaitiano da quando il governo, nello scorso mese di ottobre, ha lanciato una campagna repressiva nei confronti degli attivisti online. Prima donna a finire in un carcere kuwaitiano a causa dei tweet, Ajmi inizierà immediatamente a scontare la pena e, successivamente, potrà ricorrere in appello.

Via | Al Jazeera 

Foto © Getty Images

  • shares
  • Mail