Strage famiglia Fontana masseria Filandari: Procura Vibo chiede convalida fermi per Ercole Vangeli e 3 parenti


Una quarantina di colpi esplosi con due pistole, calibro 9 e calibro 7.65, tre membri della famiglia Fontana uccisi nel cortile della masseria, gli altri due all’interno dell’ovile. Si fanno più chiari i contorni dell’omicidio plurimo avvenuto ieri pomeriggio nel Vibonese, a Filandari, dove in una masseria della frazione Scaliti sono stati uccisi Domenico Fontana e i suoi quattro figli.

Per la strage sono stati fermati Ercole Vangeli e altre 3 persone, tutte imparentate tra loro. Vangeli nella notte si era già costituito ai carabinieri. Investigatori e inquirenti non avevano però creduto che l’uomo avesse fatto tutto da solo, come avrebbe raccontato in un primo momento. Nelle ore successive, dopo una serie di interrogatori, sono stati sottoposti a fermo un fratello, un nipote e il genero di Vangeli: Franco Vangeli, suo figlio Piero e Gianni Mazzitelli.

Lo scenario ipotizzato da chi indaga è insomma quello di una vera e propria spedizione punitiva. Vangeli agli inquirenti avrebbe raccontato di aver agito perché si sentiva vessato, perché era stanco di subire continui soprusi da parte della famiglia Fontana. “Troppi soprusi da parte della famiglia Fontana nei miei confronti e anche in quelli di mio padre, che è stato anche preso a schiaffi. L'altra sera non ce l'ho fatta più, ero esasperato".


"Abbiamo subìto di tutto - avrebbe continuato l’uomo - tagli di alberi nei nostri terreni, invasioni degli animali nelle nostre proprietà, sfide aperte da parte della famiglia Fontana che spesso e volentieri ci ha umiliati in pubblico". L’ultima scintilla sarebbe stata una lite legata ad una compravendita di terreni. Vangeli è titolare di una ditta di serramenti lungo la strada statale che conduce a Tropea. L’uomo, padre di due figli, è descritto da amici e conoscenti come una persona dedita al lavoro e alla famiglia. Chi l’ha visto ieri mattina racconta che il suo comportamento appariva normale.

"Sembra un copione dell’800 per chi non è di Vibo ma qui è un fenomeno all’ordine del giorno. Mai però si era verificato tutto ciò, un intero nucleo familiare sterminato” ha commentato il procuratore di Vibo Valentia Mario Spagnuolo durante la conferenza stampa di stamattina in cui sono stati illustrati i dettagli delle indagini che hanno portato ai quattro fermi. Quanto accaduto "è espressione di una subcultura violenta di una popolazione che rifugge al rispetto della legalità”.

E il fatto che la 'ndrangheta non c'entri paradossalmente può rappresentare un'aggravante: "Il delitto è espressione di una subcultura violenta di una popolazione che rifugge al rispetto della legalità”. “Appropriarsi della violenza per risolvere i conflitti è un atteggiamento che risale all’epoca barbarica”.

La famiglia Vangeli, come si è appreso nel corso della stessa conferenza stampa, aveva presentato quattro denunce per danneggiamenti di modesta entità negli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 senza però avanzare sospetti contro la famiglia Fontana. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia intanto ha chiesto la convalida dei fermi.

Via | CN24Tv

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