Delitto di Perugia: sì a nuove perizie, accettati nuovi testimoni

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Piccola vittoria in aula, ieri, per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere per l'omicidio della studentessa Meredith Kercher, uccisa il 1 novembre 2007.

Contrariamente a quanto diffuso in un primo momento, la Corte d'Assise d'Appello del Tribunale penale di Perugia ha accettato alcune delle richieste fatte dalle difese dei due imputati, perizie comprese.

Verranno di nuovo analizzati il gancetto del reggiseno di Meredith (sul quale era stato trovato il DNA di Raffaele Sollecito) e il coltello ritenuto l'arma del delitto (su cui vennero isolati i dna di Meredith Kercher e Amanda Knox).

Questa decisione, secondo i giudici, si è resa necessaria perchè "il rispetto della regola posta dall'articolo 533 del Codice di procedura penale (pronuncia di condanna soltanto se l'imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio) non consente di condividere totalmente la decisione della Corte d'assise di primo grado. [...] L'individuazione del Dna su alcuni reperti e la sua attribuzione agli imputati risulta, invero, particolarmente complessa per la obiettiva difficoltà da parte di soggetti non aventi conoscenze scientifiche di formulare valutazioni e opzioni".

I nomi dei periti che dovranno esaminare le tracce di DNA e attribuire il codice genetico verranno resi noti nel corso della prossima udienza, in programma il 15 gennaio.

Se non sarà possibile effettuare un nuovo esame, la Corte ha stabilito i periti dovranno valutare "in base agli atti, il grado di attendibilità degli accertamenti genetici eseguiti dalla polizia scientifica, con riferimento anche a eventuali contaminazioni".

E al termine di poco più di un'ora di camera di consiglio, ha anche ammesso le testimonianze di un'organizzatrice di eventi, di due titolari di discoteche e di un funzionario della Siae sull'apertura dei locali la notte del delitto, nonché altre due deposizioni sul servizio navetta. Testimonianze legate a quella del clochard Antonio Curatolo che ha sostenuto di avere visto gli imputati nei pressi della casa del delitto quando Meredith venne uccisa.

Nessuna decisione, invece, per quanto riguarda l'ammissione in qualità di testimoni di Mario Alessi, condannato all’ergastolo per il rapimento e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, e dell'ex camorrista Luciano Aviello, di cui vi abbiamo parlato ieri.

Il processo riprenderà sabato 15 gennaio.

Via | La Repubblica

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