Delitto di Perugia: terza udienza del processo d'appello per Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Knox_Sollecito

Si sta svolgendo in queste ore, come vi abbiamo anticipato più volte nei giorno scorsi, la terza udienza del processo d'appello a carico di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere per l'omicidio della studentessa Meredith Kercher, uccisa il 1 novembre 2007.

Se la settimana scorsa, oltre alla dichiarazione spontanea della Knox, il giudice a latere ha ricostruito tutta la vicenda - dall’omicidio di Meredith fino agli ultimi ricorsi presentati dagli avvocati - oggi la Procura Generale si è espressa sulle richieste fatte dalle difese dei due imputati.

Rifiutate tutte le richieste di nuove perizie tecnico-scientifiche perchè, secondo il pg Giancarlo Costagliola e il pm Manuela Comodi, gli elementi gia' esistenti sono sovrabbondanti.

In particolare, le difese avevano chiesto nuove perizie sul coltello, presunta arma del delitto, sull'orario e le modalita' della morte di Meredith, ma anche sul gancetto di reggiseno di Meredith dove venne isolato il dna dello studente pugliese e una nuova perizia sul computer di Sollecito e per quella sulla simulazione del furto nella villetta del delitto.

Se le perizie sono state negate, diverso è il discorso fatto sui due nuovi testimoni che le difese hanno chiesto di poter portare in Tribunale.

Uno di questi è Mario Alessi, condannato all’ergastolo per il rapimento e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri.

Il 49enne, mesi fa, aveva dichiarato di aver raccolto alcune confessione di Rudy Guede, secondo il quale "ad uccidere Meredith non sono stati Amanda e Raffaele, ma un altro uomo". Queste dichiarazioni, però, erano state prontamente smentite dal diretto interessato, come potete leggere qui.

L'altro testimone, chiesto dai legali di Amanda Knox, è l'ex camorrista Luciano Aviello, detenuto nel carcere di Alba,

Aviello, attualmente indagato dalla procura di Perugia per calunnia, ha sostenuto, anche con lettere inviate alla corte di primo grado, che ad uccidere Meredith fu suo fratello. Aviello ha anche sostenuto di sapere dove si trovi la vera arma del delitto, che lui stesso avrebbe raccolto, e le chiavi di casa di Meredith, mai ritrovate.

Il procuratore generale Giancarlo Costagliola, di fronte alla richiesta di sentire questi due testimoni, ha sostenuto che la procura "non si oppone".

Il processo continua.

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