Spagna: a processo il serial killer degli anziani

Sono 194 gli anni di carcere chiesti dai magistrati per Joan Vila Dilmè, accusato di aver ucciso undici anziani ospiti della casa di riposo La Carità di Olat, nella provincia di Girona, in Catalogna, Spagna. L’inserviente presunto serial killer avrebbe compiuto gli omicidi tra il 2009 e il 2010. Quando fu arrestato confessò uno ad uno i delitti e sostenne di avere agito spinto dalla pietà, per una sola motivazione: non far soffrire più gli anziani.

"Mentre li uccidevo mi sentivo Dio"

disse l’inserviente e custode de La Carità al momento dell’arresto. Vila Dilmè, ribattezzato dai media spagnoli l’angelo delle morte, uccideva la sue vittime facendo ingerire loro cocktail di farmaci o soda caustica, come negli ultimi tre casi.

Il primo omicidio di un’anziana degente secondo la confessione resa dall’uomo risale all’agosto del 2009, due mesi dopo la seconda vittima, ancora una donna uccisa con una dose eccessiva di insulina. Poi tra febbraio e ottobre del 2010 gli altri omicidi, gli ultimi tre nell'arco di una settimana. Quando gli venne chiesto perché per le ultime vittime avesse scelto di farle soffrire in quel modo, facendo ingerire loro la soda caustica, l’ex custode rispose che quel dolore:

"era un granello di sabbia rispetto alle loro sofferenze".

Le morti furono considerate come naturali finché il killer seriale non iniziò a usare la soda caustica. L’ultima vittima prescelta da Vila Dilmè infatti non morì subito dopo aver ingerito il liquido e un medico si accorse che aveva la lingua bruciata, come se avesse bevuto qualcosa di corrosivo. Da lì, il sospetto di una morte violenta e l’inizio delle indagini fino all’arresto e alla confessione del custode, che dal 2005 lavorava in quella casa di cura.

Il legale dell’imputato ieri dopo la richiesta di condanna ha dichiarato che il suo assistito pensa tutti i giorni al male commesso e che è sinceramente pentito, escludendo in ogni caso che si possa parlare di eutanasia. L’avvocato ha chiesto per Vila Dilmè 20 anni di libertà vigilata e cure per il suo "stato di alterazione psichica". Oltre all’imputato reo confesso la Corte ascolterà circa ottanta testimoni. Gli undici giudici popolari seguiranno le udienze fino al 7 giugno quando sarà pronunciata le sentenza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail