Yara Gambirasio: traduzione sbagliata, Mohammed Fikri presto libero. Le indagini ripartono da zero

Yara Gambirasio

Si riparte quasi da zero con le indagini sulla scomparsa di Yara Gambirasio, la 13enne di cui si sono perse le tracce lo scorso 26 novembre.

L'intercettazione telefonica che secondo gli inquirenti incastrava Mohamed Fikri - fermato sabato notte l'accusa di omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere - sarebbe stata tradotta male: non "Allah, perdonami, non lo uccisa io!", ma "Dio, fa che risponda!", detta mentre era in attesa di mettersi in collegamento telefonico con la moglie.

Alla luce di questa rivelazione, i gravi indizi che, sempre secondo gli inquirenti, lo indicavano come colpevole, non sussistono più e il giovane sarà presto scarcerato, forse oggi stesso.

Lo ha stabilito il procuratore Letizia Ruggeri, che ha chiesto la scarcerazione di Fikri nel corso dell'udienza di convalida del fermo.

Il racconto di Mohamed Fikri, che resta indagato, è stato confermato da più persone, come si legge su La Repubblica Di Milano:

Con l'aiuto del suo avvocato difensore, Roberta Barbieri, l'immigrato è riuscito anche a fornire spiegazioni convincenti su altri due elementi d'accusa, il suo tentativo di fuga all'estero e l'altra intercettazione nella quale avrebbe ordinato di gettare una scheda telefonica. Nel primo caso, pesa il fatto che Fikri avesse già da tempo programmato le ferie, concordate con il suo datore di lavoro. Il suo lavoro al cantiere di Mapello, dove i cani delle unità cinofile avevano portato gli investigatori, terminava la mattina del 27, il giorno dopo la scomparsa di Yara. E fino a febbraio non aveva altri impegni di lavoro. Così, il 29 ha acquistato a Montebelluna il biglietto per Tangeri. A confermare questa versione non sono stati soli i due cugini di Fikri, quello con cui doveva imbarcarsi e Aberrazzaq, che ieri ha ribadito: "Mohamed torna sempre a casa in questo periodo dell'anno, perché c'è poco lavoro in Italia. Parte entro i primi quindici giorni di dicembre e ritorna a fine febbraio". Anche il datore di lavoro padovano del muratore conferma che le ferie gli erano state chieste da tempo. Ragionevole si è rivelata anche la versione del ragazzo quando ha spiegato quel passaggio intercettato nel quale chiedeva di gettare via una scheda telefonica: lo ha fatto per altri motivi, che nulla c'entrano con la sparizione di Yara. Del resto, emerge ora che Fikri era stato già interrogato nei giorni scorsi dai carabinieri di Bergamo a Montebelluna, ma subito dopo è stato rilasciato.

A questo punto le indagini sulla scomparsa della giovane ripartono da zero. Al momento ci si sta concentrando su un altro filone investigativo che parte del racconto del 19enne Enrico Tironi, il vicino di casa di Yara che ha dichiarato di aver visto la 13enne mentre parlava con due uomini, presumibilmente italiani, a pochi metri dalla sua abitazione.

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