Milano e Genova, storie di Violeta e Li Yang, prostitute assassinate

prostituta assassinata a genovaUna rumena a Genova e una cinese a Milano. Due donne, immigrate in Italia, prostitute, assassinate. Storie tristemente simili, con l’unica differenza che l’assassino di una è già nelle mani della giustizia, per l’altra invece è ancora in corso un giallo.

La rumena, Violeta, 20 anni circa, divideva l’appartamento nel quartiere-bene della Foce col convivente-protettore, il connazionale Gheorghe Tanasa, di 30 anni, e altre 2 coppie, oltre a una donna con un bimbo di 3 anni.

La cinese, Li Yang, 46 anni, clandestina, senza fissa dimora, fuori dall’orario di lavoro da prostituta, che esercitava in un appartamento in zona Stazione Centrale, a Milano, è come se fosse stata un’ombra.

Violeta invece esercitava per strada. Erano le due, quando era rincasata. Il convivente si era infuriato perché era tornata troppo presto e con troppi pochi soldi. Aveva deciso di darle l’ennesima, brutale lezione. I coinquilini, forse le donne spaventate e gli uomini solidali, le altre due coppie sembrerebbero essere anch’esse protettore-prostituta, si decidono a chiamare la polizia quando la donna è già morta. È stata massacrata a calci e pugni.

Li Yang stava ricevendo clienti come ogni giorno nell’appartamento. Qualcuno è entrato e dopo una discussione l’ha strangolata, con un filo elettrico dicevano le prime ricostruzioni, con le mani nude dice l’esame autoptico. E' stata trovata da un dirimpettaio, che ha intravisto il corpo dietro la porta lasciata socchiusa dall'assassino. Dagli elementi in possesso degli inquirenti, la violenza dell’omicidio lascia pensare più a un movente passionale che a una regolazione di conti malavitosa.

Per Violeta, forse, non è stata la paura o la solidarietà a frenare i coinquilini nell’azione, quanto piuttosto l’abitudine: Gheorghe era solito pestare Violeta.

Sul corpo di Li Yang, oltre alle ecchimosi mortali al collo, molti lividi sparsi su tutto il corpo, frutto probabilmente di una relazione con una persona violenta.

“Volevo solo darle una lezione, era rientrata troppo presto”, ha dichiarato per giustificarsi dell’omicidio Gheorghe Tanasa. Le indagini proseguono comunque, per stabilire le responsabilità dei coinquilini e implicazioni di eventuali esterni all’appartamento.

L’assassino di Li Yang invece è ancora un mistero. Forse le telecamere a circuito chiuso di una palestra vicina al portone del palazzo dove è avvenuto il delitto potranno offrire immagini utili, e forse una mano potrebbe giungere anche dal cellulare della vittima, che pare sia stato rubato dall’assassino.

Del passato di Violeta e di Li Yang non si sa molto. Qualche fermo per Li Yang, una volta a Ferrara, una volta ad Alba Adriatica, una volta pochi giorni prima della morte a Milano, sempre col sospetto di prostituzione e un rilascio poco dopo. Per Violeta si può ipotizzare la solita storia di miseria e speranze mal riposte in un viaggio verso la condanna a una vita di schiavitù, violenza e dannazione.

Via | Il Messaggero, Agi News

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