Amstetten, Josef Fritzl aveva pensato di uccidere la sua seconda famiglia

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Dopo le dichiarazioni di alcuni giorni fa, torniamo a parlare di Josef Fritzl, il mostro di Amstetten che tenne la figlia Elizabeth prigioniera in cantina per 24 anni, violentandola ripetutamente e costringendola a dare alla luce ben 7 figli.

Nuove rivelazioni, che non cambieranno in alcun modo la situazione del 75enne, sono state fatte dal 19enne Patrick Jakob, che ha trascorso tre mesi in carcere con Josef Fritzl, prima che quest'ultimo fosse condannato.

Il 19enne, arrestato per aver provocato un incendio, in quei mesi raccolse le confessioni del mostro di Amstetten ed ora, a distanza di tempo, le ha rivelate alla stampa.

Fritzl, secondo Jakob, aveva chiuso la figlia Elizabeth in cantina per proteggerla. Sospettava che la giovane facesse uso di droga e l'unico modo per poterla tenere sotto controllo era chiuderla a chiave in cantina.

Nel corso degli anni la situazione era diventata insostenibile per Fritzl. Due erano le opzioni: liberare la famiglia nascosta in cantina, e quindi affrontare la giustizia, o ucciderla e distruggere tutte le prove di quella seconda vita.

Fritzl, sempre secondo il racconto di Jakob, aveva addirittura preso in considerazione questa seconda ipotesi. Il modo migliore per distruggere tutto era inondare la cantina di acido, così da non lasciare alcuna traccia.

Poi le cose sono andate come conosciamo: Fritzl ha atteso troppo tempo per prendere quella decisione e l'intera vicenda è venuta a galla.

La casa degli orrori, nel frattempo, è disabitata da anni e, secondo il quotidiano austriaco Kurier, verrà molto presto demolita.

Via | The Sun

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