Antologia Noir: "Quarto potere" (Citizen Kane)

Luci! Motore! Azione! Avete presente questa espressione vero? Bene, oggi ho intenzione di studiare con voi la prima di queste voci: le luci. Non mi limiterò ad una lezione teorica, ma ad una bella lezione pratica. Per questo ho pensato bene di andare contro tutte le regole e di prendere ad esempio uno dei film più noti (se non lo conoscete correte in videoteca e noleggiatelo) del cinema noir di tutti i tempi: Quarto potere.

Si rassicuri chi sta storcendo il naso. Lo so che quando si parla di maestri del cinema c'è sempre una sorta di timore reverenziale e si rischia di essere o troppo teneri o troppo aggressivi. Non ho intenzione di cadere in questo trabocchetto (o almeno ci provo). Perchè proprio Quarto potere allora? Perchè Welles?

La motivazione credo sia banale: ritengo che dai grandi si impari di più. Persone come Wells, Hitchcock ecc. sanno perfettamente quello che fanno. Si presentano sul set con un'idea chiara di quel che vogliono e di come ottenerlo, ciò nonostante l'imprevisto è in agguato, ed è lì che emerge il virtuoso. Di conseguenza se riusciamo a capire cosa hanno fatto e perchè possiamo carpirne i segreti.
Cos'è che li differenzia dagli altri? La sensibilità. I maestri del cinema sanno su cosa porre l'accento e cosa tralasciare, perchè interpretano le necessità del pubblico e le fanno proprie. Non ci credete? allora facciamo un bel gioco... Guardate questo filmato tenendo presente che stiamo parlando di luci. Studiatelo e poi ditemi che cosa ne pensate. Cosa vi colpisce. Io vi aspetto qui...

Vi è piaciuto? Spero di si. A parte quel "piccolissimo errore" (che mi direte presto spero) cosa avete notato? Avete fatto caso alle luci? Io si. Per un ottimo motivo: ce ne sono poche ed estremamente potenti. Ormai siamo abituati a vedere quasi tutta la scena che ci viene proposta, e quando ci sono delle differenze cromatiche accentuate lo interpretiamo come una decisione del regista (classico: un volto metà in ombra sta a significare che il personaggio non è trasparente) e di conseguenza ci facciamo caso. Per ogni scena solitamente ci sono diverse luci; le luci ambientali che danno una luminosità diffusa, quelle per i personaggi (di solito due, una più forte ed una più debole per mostrare il volto di chi parla), quelle per gli oggetti. Questa varietà di luci determina una sorta di "pennellata" dell'inquadratura. Il regista, in accordo con il direttore della fotografia, determina cosa mostrare e cosa tenere in ombra. Cosa sia sacrificabile e cosa no. Questa concezione era stata la stessa (ma per ragioni tecniche) sino al 1941. Poi arrivò Welles...
Il grande Orson infatti decise di dare una spallata alle regole cinematografiche del tempo, e si mise a giocare con inquadrature e luci. Le linee fondamentali della sua interpretazione erano "la profondità di campo" e "il piano sequenza". Il risultato è nel filmato che avete appena visto. Luci molto forti che permettono alle lenti di impressionare tutto, determinando la profondità di campo.
Questa decisone di Welles, che rompe gli schemi precedenti, determina ovviamente una visione differente degli attori. Eh si, perchè per riuscire a dare profondità di campo tutto va illuminato, e di conseguenza gli attori sono spesso sotto dei veri e propri riflettori.
Welles pertanto deve decidere: profondità di campo (ed attori "lampadati") oppure no? Decisamente la prima. Ed ecco che i nostri attori sono praticamente dei fantasmi dalla pelle diafana. Soffrono sotto i riflettori di Welles, che gioca con le inquadrature. Gli esempi più palesi li trovate tutti qui. Le ombre. I volti quasi invisibili (minuto 1:39 il volto dell'uomo in piedi è praticamente sfocato) e le ombre nero inchiostro. Il regista sta sperimentando. Con il tempo altre lampade verranno utilizzate, proprio per smorzare i toni e creare delle scene più reali. Ma qui abbiamo un genio al lavoro...
Welles ha valutato e deciso che cosa prediligere: la storia e la sua interpretazione della stessa. Per farlo vuole mostrare. Tutto. A discapito della bellezza degli attori. Delle regole sino ad allora scritte. Lo fa incurante di quello che la critica potrà dire. Il risultato? E' considerato il miglior film di sempre.
Adesso tocca a voi! Quali errori ci sono nel filmato?

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