Mafia, arresto Gerlandino Messina: Ris a Favara nel covo del boss


Si metteranno al lavoro domani gli specialisti dell'Arma del Ris di Messina. Scandaglieranno in lungo e in largo l'ultimo covo di Gerlandino Messina, nella palazzina in via Stati Uniti alla periferia di Favara, alla ricerca di una stanza segreta dove il boss empedoclino avrebbe trascorso gli ultimi giorni della sua latitanza.

Difficile per gli investigatori stabilire da quanto tempo Messina si nascondesse in quell'appartamento al primo piano in cui è stato catturato e che ora è sorvegliato 24 ore su 24 dai carabinieri.

Fra la biancheria che il latitante aveva con sé è stato rinvenuto anche un pacchetto regalo. Forse recente, forse un pensiero risalente al luglio scorso quando Messina fece 38 anni.

Messina pare nutrisse ammirazione per Totò Riina. Una biografia del capomafia corleonese è stata ritrovata all'interno dello stabile dove è stato arrestato. Per gli investigatori non è escluso che Messina abbia anche cercato di emularlo nei sistemi di "sicurezza personale".

Nella tasche del boss, ne parlavamo ieri, sono stati trovati 4 "pizzini" scritti a macchina, con un elenco di imprese che si erano aggiudicate grossi appalti pubblici e alle quali, dicono gli inquirenti, Messina voleva chiedere il pizzo. Tra i documenti già trovati nel covo di Favara, come riporta Live Sicilia, anche un biglietto, per Matteo Messina Denaro.


Nella lettera, in cui c’é esplicitamente il nome del padrino ricercato, Messina cerca accordi per la spartizione territoriale delle “messe a posto”, suggerendo una sorta di suddivisione per aree della gestione del pizzo alle imprese. Il biglietto, ritrovato dagli investigatori, oltre a documentare i recenti rapporti tra i due capimafia, dimostra che Gerlandino Messina, contrariamente alla linea dettata dal suo predecessore alla guida delle cosche agrigentine, Giuseppe Falzone, grande nemico di Messina Denaro, cercava accordi con il padrino di Castelvetrano.

Nel covo i militari del Ris cercheranno ancora armi e documenti passando al setaccio spazi e fessure ricavate nelle intercapedini. Intanto la cerchia dei sospetti fiancheggiatori di Messina si sta allargando. Impossibile che solo una persona si occupasse di lui. Da Agrigento Notizie:

Dopo Calogero Bellavia, il 21enne arrestato perchè ritenuto il vivandiere di Gerlandino Messina, e altre tre persone condotte in caserma la stessa notte dell'arresto del boss, la cerchia dei sospetti si allarga a 6. I militari, infatti, hanno fermato altre due persone sulle quali vige il riserbo degli investigatori. Secondo i carabinieri altre persone potrebbero essere arrestate o iscritte nel registro degli indagati con l'accusa di essere fiancheggiatori di Messina il quale, proprio secondo i militari, non avrebbe potuto fare tutto da solo. Inoltre non è scontato che tutti i fiancheggiatori siano di Favara, ma è anche possibile che siano sparpagliati in tutta la provincia.

  • shares
  • Mail