Cosa Nostra, decapitato il mandamento di Bagheria: 24 arresti

Colpo letale al mandamento mafioso di Bagheria al termine di una maxi operazione antimafia dei carabinieri del Comando Provinciale di Palermo e del Ros che ha decapitato i vertici mafiosi della Città delle Ville portando in carcere 24 persone tra le quali il presunto nuovo capo del mandamento di Bagheria, Gino Di Salvo, e il suo braccio destro, Sergio Flamia.

Le lunghe e delicate indagini, sfociate stamattina nell'operazione denominata Argo, hanno permesso di identificare i principali esponenti del clan locale, dai capi storici alle nuove leve, e di scoprire l'esistenza di un accordo tra Cosa Nostra, tramite proprio il mandamento di Bagheria, e la famiglia mafiosa italo-canadese dei Rizzuto.

Il collegamento, confermano gli inquirenti, era reso possibile grazie a Juan Ramon Fernandez, gangster cresciuto in Canada ed espulso dal Paese nell'aprile 2012. Si era rifugiato in Italia e da tempo era in contatto col mandamento di Bagheria nel tentativo di costruire un nuovo asse della droga tra Palermo e Montreal. Lui, destinatario di uno dei provvedimenti, è riuscito a sfuggire all'arresto e risulta ora ufficialmente latitante.

A finire in manette è stato anche Salvatore Lauricella, figlio del boss del quartiere palermitano della Kalsa Antonino "'u Scintilluni" Lauricella. Per lui e gli altri finiti in manette le accuse contestate a vario titolo sono associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, estorsioni, rapine, detenzione di armi da fuoco.

Lunga anche la lista degli indagati, tra i quali spicca il sindaco di Alimena Giuseppe Scrivano, la cui candidatura alle regionali del 2012 per la Lega Nord fu sostenuta proprio dai padrini di Bagheria. Scrive La Repubblica di Palermo:

Scrivano è stato candidato anche alle ultime Politiche, come capolista della Sicilia Orientale per la Lega Nord e numero due in Sicilia Occidentale. Questa mattina ha ricevuto un avviso di garanzia per voto di scambio: le intercettazioni lo hanno sorpreso mentre contatta alcuni boss di Bagheria per avere voti alle Regionali. Secondo la ricostruzione dell'accusa, quei voti sarebbero stati pagati. Scrivano è risultato il primo dei non eletti della sua lista per le Regionali 2012, con 4.166 voti.

Nel corso dell'operazione che ha portato anche all'arresto dei vertici delle cosche di Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia, sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro. Tra questi anche locali notturni della movida palermitana, agenzie di scommesse, imprese edili e supermercati.

Foto | Facebook

  • shares
  • Mail