Arrestato Cosimo Modugno, presunto boss di Bitonto

Cosimo Modugno, 30 anni, ritenuto dagli investigatori a capo dell’omonimo clan di Bitonto, è stato arrestato ieri dagli agenti della Squadra mobile di Bari, su ordine di carcerazione della Procura della stessa città.

L'uomo, sorvegliato speciale con l’obbligo di dimora a Bitonto, era finito in carcere nel 2008 per aver violato il regime degli arresti domiciliare al quale era sottoposto e deve adesso scontare una pena di un anno e 2 mesi.

I poliziotti hanno eseguito un provvedimento cosiddetto di “residuo pena” di un anno e due mesi proprio per l'evasione dai domiciliari. Da La Gazzetta del Mezzogiorno:

Il suo arresto, per gli inquirenti, costituisce un importante tassello nella lotta alla criminalità organizzata sferrato dalla Procura di Bari e dalla Polizia di Stato a Bitonto, cittadina che nei mesi scorsi è stata al centro di una sanguinosa faida fra i clan storici e quelli emergenti e che ha portato nel marzo scorso al ferimento di un altro noto boss bitontino, Domenico Conte, arrestato il 9 agosto scorso, dopo gli omicidi di Michele Elia, avvenuto il 2 luglio, e quello di Michele Cipriano, avvenuto il 4 agosto.

Il 19 agosto scorso contro l'abitazione di Modugno ignoti avevano esploso dei colpi di arma da fuoco: un chiaro avvertimento. Scrive BariSera:


L’arresto del 30enne “Mino u gruss” assume una rilevanza particolare se si considera il momento difficile che attraversa la cittadina barese dal punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico coi due omicidi di altrettanti pregiudicati avvenuti tra luglio e agosto scorsi. Difficile dire con esattezza di quale schieramento faccia parte il 30enne bitontino arrestato questa mattina dalla polizia. Un tempo, il suo clan era ritenuto alleato della cosca dei Cipriano (smantellata dalla polizia il 30 luglio scorso) ma, secondo indiscrezioni, di recente sarebbe passato con la potente or­ganizzazione capeggiata pro­prio da Domenico Conte. Una “geografia” criminale che a Bitonto è in continua evoluzione. Da quando sono usciti di scena personaggi importanti come Cosimo Damiano Semiraro (ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia il 20 novembre del 2004) e Giuseppe Valentini, che sarebbe in rapporti diretti con la malavita organizzata del capoluogo, Bitonto avrebbe perso dei punti di riferimento importanti nella criminalità, in grado di tenere in pugno la situazione e di non innescare una folle corsa al potere tra chi è rimasto sulla piazza.

Dell'identikit di Modugno si legge anche sul Corriere del Mezzogiorno:

Modugno è una figura di spicco della criminalità organizzata di Bitonto: dapprima vicino al clan storico della città «Valentino-Semiraro» ne prende le distanze dopo che nel 2004 questo viene decimato dall’operazione «Harvest». A quel punto il boss decide di rafforzare il proprio gruppo e di stringere alleanze a seconda della convenienza delinquenziale. In questi anni Modugno si è alleato con i Cipriano di Bitonto, gli Strisciuglio di Bari, ma nell’ultimo anno –anche in seguito alla guerra in atto nella sua città– aveva deciso di schierarsi con il clan Conte. Per questo dopo aver smantellato il clan Cipriano (30 luglio scorso, operazione Sylos) ed aver arrestato di Domenico Conte per gli investigatori riuscire ad impedire un rafforzamento criminale sul territorio di Modugno era diventato prioritario.

Il procuratore di Bari Antonio Laudati ha sottolineato l'importanza degli arresti di ieri. In manette ad Altamura sono finiti anche due presunti membri del commando che il 6 settembre ad Altamuta ha ucciso Bartolomeo D'ambrosio:


"E’ una giornata importante per le forze dell'ordine che operano nella provincia di Bari. Ad Altamura abbiamo fermato due del commando che il 6 agosto scorso hanno ammazzato il boss Bartolomeo Dambrosio. A Bitonto abbiamo assicurato alla giustizia un altro boss che si stava rafforzando dopo gli ultimi colpi sferrati alla criminalità organizzata nella cittadina barese. La risposta dello Stato non poteva essere più tempestiva e più professionale a conferma che è davvero incessante il contrasto alle mafie che operano sul territorio barese e che non sono da meno, così come sono solito ripetere, a quelle delle altre regioni meridionali. Altamura e Bitonto sono state due città al centro di episodi di sangue senza precedenti in questa estate, la risposta che investigatori e inquirenti hanno dato è stata tempestiva ed efficace. Il messaggio ai cittadini rassicurante: non vi abbiamo lasciati soli. Era una promessa, la stiamo mantenendo."

Foto | BariSera

  • shares
  • Mail