Pizzo “rateizzato”: 5 arresti ad Acerra


Sono stati denunciati dalle loro vittime i presunti estortori finiti in manette stamattina ad Acerra, in provincia di Napoli. Imprenditori e commercianti vessati dalle richieste di pizzo hanno raccontato agli investigatori della polizia che gli arrestati proponevano anche una rateizzazione dei pagamenti, in prossimità di feste e ricorrenze (Natale, Pasqua, Ferragosto). Gli imprenditori e i titolari di attività economiche che non volevano sottostare al racket delle estorsioni venivano minacciati: presto avrebbero chiuso i battenti per volontà del clan.

Dopo aver raccolto le testimonianze e avviato le indagini i poliziotti si sono travestiti da muratori in modo da farsi avvicinare direttamente dai sospetti camorristi. Detto, fatto: uno degli arrestati si è presentato come esponente del clan facendo la richiesta di estorsione. Colto in flagranza, è stato il primo a essere arrestato una ventina di giorni fa. Le ordinanze di custodia cautelare sono state spiccate, come si legge su Il Gazzettino locale, a carico di Antonino Terracciano, 27 anni, ritenuto il leader del gruppo, Vincenzo Corno, 27 anni, Vincenzo Di Nuzzo, 53 anni, Ciro Damiano, 43, mentre era già in carcere dall’11 aprile l’altro destinatario del provvedimento restrittivo, il 29enne Giuseppe Piccolo, l’uomo caduto nella “trappola” tesa dai poliziotti travestiti da operai edili.

Piccolo secondo l’accusa aveva chiesto il 30% su un lavoro di circa 150mila euro totali a un imprenditore appartenente all’Associazione antiracket Pomigliano per la legalità che ha poi sporto denuncia alla procura distrettuale antimafia di Napoli.

Foto © Getty Images

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