Abusi nella comunità Il Forteto: giovane denuncia pestaggio dopo il servizio de Le Iene

Ancora notizie choc in arrivo dalla comunità fiorentina Il Forteto, la cooperativa agricola nonché comunità di recupero per minori fondata da Roberto Fiesoli e negli ultimi anni al centro uno scandalo su abusi sessuali, maltrattamenti di minori ed abuso di metodi educativi. E' di queste ore la notizia di un caso di violenze perpetrato ieri sera ai danni di un giovane ospite della comunità.

Ieri sera un lungo servizio di Paolo Trincia de Le Iene ha raccontato cosa succedeva nella comunità degli orrori e di come l'arresto del fondatore Fiesoli, in carcere dal dicembre 2011, non abbia cambiato la situazione all'interno della struttura - ad oggi 22 persone sono state rinviate a giudizio, tutte ancora ospiti della comunità ad eccezione di Fiesoli - oltre ad altri particolari emersi nell'inchiesta dalla Procura che sta ancora accertando le responsabilità di altri soggetti.

Proprio ieri sera un nuovo caso di violenze. A denunciarlo oggi è stato uno dei giovani ospiti della comunità, ora maggiorenne, che ha riferito di esser stato pestato a sangue dopo aver commentato pubblicamente il servizio trasmesso su Italia 1. A confermarlo è Stefano Mugnai, presidente della Commissione d'inchiesta sull'affidamento dei minori:

Ci viene riferito che ieri sera, dopo la messa in onda su Italia1 della prima parte del servizio delle Ienesugli abusi al Forteto, uno dei giovani oggi maggiorenne ma ex bambino affidato alla comunità, fratello di un denunciante, è stato atteso al suo ritorno al Forteto dopo una serata trascorsa insieme a vittime del Forteto proprio a guardare il servizio delle Iene e picchiato fino a finire al pronto soccorso di Borgo San Lorenzo.

Il giovane, fratello di uno dei ragazzi che durante il servizio di Trincia ha ammesso gli abusi subiti e uno tra i principali accusatori di Fiesoli, sarebbe stato picchiato da un familiare di una delle persone rinviate a giudizio. Subito dopo il pestaggio il giovane è riuscito a fuggire ed ha allertato i carabinieri che hanno prontamente raccolto la denuncia.

Al pronto soccorso il giovane si è visto riconoscere cinque giorni di prognosi. Ma gli abusi e gli atti di terrorismo psicologico, sempre secondo quanto riferisce Mugnai, non finiscono qui:

Purtroppo abbiamo buone ragioni per ritenere che i fatti riferiti corrispondano a verità. Si tratta di un’escalation di atti intimidatori verso chi con dolore e coraggio ha denunciato trent’anni di violenze e soprusi. Nelle settimane scorse, infatti, una delle vittime ha trovato per nove volte le gomme dell’auto squarciate. Lo scorso sabato 13 aprile poi, all’indomani del rinvio a giudizio di Rodolfo Fiesoli e di 21 dei suoi ‘pretoriani’, nell’abitazione del presidente dell’Associazione Vittime del Forteto sono stati tagliati i fili del telefono.

Per quanto possa sembrare incredibile, i soggetti rinviati a giudizio sono ancora membri attivi della comunità. Solo Fiesoli, lo ricordiamo, si trova in carcere con la pesante accusa di violenza sessuale, maltrattamenti, abuso di metodi educativi. Qualcosa potrà e dovrà cambiare a partire dal prossimo 4 ottobre, quando inizierà il processo di primo grado per le 22 indagate.

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