Omicidio Giuseppe Priolo a Gioia Tauro: 6 arresti

Sei persone, tutte vicine alle famiglie 'ndranghetiste Brandimarte-Perri, sono state arrestate dagli agenti del commissariato di Gioia Tauro e dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria con l'accusa di essere gli autori dell'omicidio di Giuseppe Priolo, il 52enne freddato a colpi di pistola il 25 febbraio dello scorso anno a Gioia Tauro.

Dopo più di un anno di indagini, gli inquirenti sono riusciti a risalire al movente di quel delitto e rintracciarne i mandanti e gli esecutori materiali. L'omicidio sarebbe maturato nell'ambito della faida tra le famiglie Brandimarte-Perri e quella dei Priolo, di cui faceva parte la vittima dell'agguato e di cui faceva parte anche suo nipote Vincenzo Priolo, ucciso nel luglio dell'anno precedente all'età di 29 anni.

La svolta è arrivata nel marzo scorso, quando finì in manette il latitante Vincenzo Perri, ritenuto affiliato al clan di ‘ndrangheta Brandimarte-Perri e alleato della potente cosca Piromalli. Perri, latitante dal luglio 2011, viene considerato un killer di ‘ndrangheta tra i più spietati e l'autore dell'omicidio di Vincenzo Priolo, per il quale è stato già condannato in primo grado a 18 anni di carcere.

Nessun dubbio, quindi, che anche l'omicidio di Giuseppe Priolo sia collegato alla storica faida che ormai da anni si sta lasciando alle spalle una lunga schiera di vittime, tanto da spingere il gip che ha firmato queste ultime sei ordinanze di custodia cautelare a parlare di "clima d'assedio e da guerra civile in cui nell'ultimo anno è piombata la cittadina di Gioia Tauro".

Ai sei arrestati viene contestata anche l'accusa di aver commesso reati in materia di armi.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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