Scomparsa Sarah Scazzi: manca un caricabatteria all'appello, ricerche ancora in corso

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Le ricerche della 15enne Sarah Scazzi, scomparsa lo scorso 26 agosto ad Avetrana, non hanno ancora avuto successo.

Si procede su più fronti: gli inquirenti continuano gli interrogatori di amici e conoscenti e cercano di scavare nella vita virtuale della giovane.

I militari del Reparto Analisi Criminologiche, invece, stanno stilando un profilo psicologico della giovane, partendo dai diari, quaderni e temi fatti a scuola.

Sulla base di quei materiali, si legge su Affari Italiani, i militari avrebbero scoperto il desiderio di fuga di Sarah. La giovane, nel test di ingresso a scuola, diceva: "non vedo l’ora di andare via".

Questa sua voglia di fuga è stata confermata anche da una sua insegnante:

Sara aveva come modello di riferimento il fratello perché era da anni che aveva lasciato il paese di origine.

Quando al suo rapporto con la famiglia, è sempre un tema fatto a scuola a fornire un'interessante panoramica:

Non vado molto d'accordo con i miei genitori, specialmente con mia madre che si chiama Concetta e ha circa 49 anni. Ci litigo ogni giorno, anche per stupidaggini. [...] mia madre è molto fredda, forse perché è stata adottata da mio nonno Cosimino. Lui mi raccontava sempre delle storielle quando ero più piccola, ma con il passare degli anni ha perso questa abitudine. Mio padre si chiama Giacomo. Ha circa 54 anni e vive a Milano ma scende qui ad Avetrana ad ogni festa. Lui è tutto l'opposto di mia madre. Poi c'è mio fratello Claudio [...] Io sono molto attaccata a lui perché mi ascolta sempre e mi dà dei buoni consigli. [...] Con mio fratello sono molto dolce. Mia madre è testimone di Geova perciò non vuole che io faccia religione a scuola. Il mio sogno è comprare una grandissima casa e portarci dentro tutti gli animali abbandonati per le strade perché mi dispiace vederli così.

L'ipotesi di una fuga è stata avvalorata in queste ultime ore dalla scomparsa del caricabatteria del telefono di Sarah. Ne parla La Gazzetta Del Mezzogiorno:

Sarah potrebbe averlo portato con sé nello zainetto insieme con il telo da mare. Ma se doveva andare, appunto, al mare con la cugina Sabrina che l’attendeva in via Grazia Deledda, che motivo avrebbe avuto la 15enne per infilare nella borsa il caricabatteria?

Non basta certo un caricabatteria per confermare l'ipotesi di una fuga: Sarah, infatti, sarebbe uscita di casa con un telo da mare e poche altre cose. Niente carta d'identità, niente vestiti di ricambio.

Sulla vicenda, insomma, c'è ancora un alone di mistero. Le ricerche continuano.

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