Venezuela, omicidio Emiliano Astore: forse assalito da "pirati del mare"


Proseguono le indagini sull’omicidio di Emiliano Astore, l’italiano di 36 anni trovato morto sulla sulla barca ormeggiata lungo le coste dell’isola di Margarita in Venezuela. A ucciderlo, con due colpi di pistola al volto, sarebbero stati i “pirati del mare”.

Secondo le testimonianze raccolte dai media locali, poco dopo gli spari è stato visto un “penero”, un’imbarcazione a motore, fuggire verso l'alto mare. "A bordo della barca abbiamo riscontrato molto disordine, per cui è probabile che il turista sia stato aggredito, con il proposito di derubarlo", ha dichiarato Ricardo Marcano, responsabile della polizia scientifica.

El Nacional scrive che il turista italiano non avrebbe avuto i documenti in regola per attraccare sull'isola e ricorda la recente uccisione a Margarita di Mererck Hendrick, olandese di 36 anni, freddato con un colpo di pistola a scopo di rapina.

Astore aveva il volto completamente sfigurato ed è stato identificato solo grazie al passaporto che portava con sé. Il corpo è rimasto per due giorni al sole, l'uomo sarebbe stato ucciso venerdì, e anche per questo il viso non era riconoscibile.

I cosiddetti “pirati del mare" venezuelani sono criminali comuni che si muovono lungo le coste dell’isola di Margarita assaltando le imbarcazioni per derubare i loro proprietari. Da Il Post:


Lo sapete che in Venezuela si muore più che in Iraq? Il New York Times racconta che è questa l’amara battuta che si sente dire in giro a Caracas: e i numeri non dànno torto. I due Paesi hanno una popolazione pressoché identica: in Venezuela ci sono 28 milioni di abitanti, in Iraq 27. (...) Dalla salita al potere di Hugo Chávez nel 1999 gli omicidi sono stati quasi 120 mila, e il numero sembra in ascesa, visto che soltanto negli ultimi tre anni sono state uccise 43.792 persone, dando a Caracas la poco invidiabile palma di città americana con più morti per cause violente: nella capitale venezuelana ci sono 200 uccisioni ogni 200 mila abitanti, a Bogotà – la capitale colombiana – sono quasi un decimo. Sebbene dal 1998 il tasso di omicidi sia continuato a crescere, l’aumento registrato lo scorso anno non ha precedenti.

Le ragioni sono molteplici, intanto un’economia in forte regressione – una delle poche dell’America Latina – con un gap fra ricchi e poveri che continua a crescere. Gli stipendi per la polizia sono bassi, e questo demotiva gli agenti nell’affrontare i pericoli della lotta al crimine. L’inflazione su base annuale è la più alta dell’emisfero, portando alcune persone a sopperire alla perdita di valore dei propri salari affiancando attività criminogene al proprio lavoro regolare. E il paese è letteralmente inondato di armi illegali: l’articolo del Nacional parlava addirittura di 15 milioni.

Via | Canal de Noticia

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