FBI Most Wanted: Semion Mogilevich

È nella lista dei Most wanted FBI dal 2009. Semion Mogilevich, “the brainy don”, è ritenuto uno dei più pericolosi boss della mafia russa. Nato a Kiev nel 1946, dopo aver preso una laurea in economia all'università di Leopoli si trasferisce a Mosca dove negli anni Settanta entra a far parte del gruppo criminale Lyubertskaya.

Mette su piccole frodi che gli costano alcuni anni di carcere per traffico di valuta sul mercato nero. La sua scalata criminale vera e propria inizia però tra la fine dei ‘70 e i primi anni ‘80 quando tanti ebrei ucraini e russi si trasferiscono in America e Israele. Mogilevich riesce ad occuparsi della vendita delle loro proprietà e del trasferimento dei loro beni, tra cui opere d’arte e preziosi.

I proventi di quelle vendite però non arriveranno mai ai legittimi destinatari costituendo la base finanziaria successiva della sua ascesa, che ha il suo picco nel periodo coincidente con il crollo dell’Urss. Nel vuoto di potere venutosi a creare oligarchi e consorterie mafiose sguazzano, incrementando i loro affari esponenzialmente.

Nel 1991 Mogilevich sposa Katalin Papp, ungherese. Si trasferisce a Budapest dove fonda una sua organizzazione criminale con 250 membri sul modello di Cosa nostra. Compra discoteche, ristoranti, aziende e pure una fabbrica di armi (Army Co-Op). Seguono varie inchieste su armi e droga, scandali finanziari e truffe milionarie che vedono Mogilevich quale protagonista.

Dal Canada alla Russia, accuse processi e indagini a carico del boss si sprecano. Nel 1994 uno dei più importanti istituti creditizi russi, ritenuto controllato dal gruppo di Mogilevich, collassa sotto il peso di sospette alchimie finanziarie e attività di riciclaggio.

Ma "the brainy don" è ormai miliardario. Sulla sua scheda FBI si legge che ha passaporto russo, israeliano, ucraino, greco e tanti alias: Seva Moguilevich, Semon Yudkovich Palagnyuk, Semen Yukovich Telesh, Simeon Mogilevitch, Semjon Mogilevcs, Shimon Makelwitsh, Shimon Makhelwitsch, Sergei Yurevich Schnaider “Seva”.

L’FBI gli dà la caccia per frode, riciclaggio, cospirazione, falsa identità; ma il boss, come accennato, è sospettato anche di traffico d’armi, di sostanze radioattive, di droga, sfruttamento della prostituzione.

Il mobster più pericoloso del mondo, così lo definiva Robert I. Friedman nel 1998, ha sempre affiancato alle operazioni illegali attività di facciata formalmente pulite per lavare i proventi illeciti, avvalendosi anche di un rodato sistema di società offshore.

Famosa la truffa ordita nella seconda metà dei '90 ai danni di una società pubblica canadese (YBM) e conclusasi con una perdita di oltre 150 milioni di dollari per gli investitori. Il suo nome venne fuori, quale grande burattinaio, anche nelle indagini sullo scandalo Bank of New York.

Un mega intreccio di interessi corporativo-mafiosi con nomi illustri della finanza e della politica internazionale coinvolti. Dagli archivi di Repubblica, anno 1999:

L'ipotesi della Cia è che i politici russi si rivolsero al boss Semion Mogilevich per riciclare soldi rubati e destinati a finanziare le loro campagne elettorali. Il tutto attraverso misteriose transazioni bancarie come quelle scoperte alla Bank of New York, nelle quali è coinvolto proprio un ex delegato della Russia al Fondo monetario internazionale: Kostantin Kagalovsky. Dal canto loro, Cernomyrdin, Ciubais e tutto il resto dell'apparato politico moscovita smentiscono seccamente gli attacchi che arrivano dall'America e parlano di manovra politica anti-russa in occasione delle prossime elezioni presidenziali americane.


Mentre si rincorrono ipotesi e accuse più o meno velate, rimane il grande mistero. Da dove arrivano tutti questi soldi? E' davvero possibile che mafia e ambienti criminali, con la complicità delle più alte cariche russe, abbiano messo le mani sul denaro del fondo monetario internazionale? Le somme sono troppo grosse per essere frutto esclusivamente dei canali "tradizionali", ovvero di prostituzione, armi e droga.

Più di recente Mogilevich, secondo il giornalista britannico G. Thomas, avrebbe venduto armi poi smerciate dal trafficante siriano Monzer al-Kassar, attivo a Malaga, sospettato a sua volta, di essere un fornitore di Bin Laden.

Arrestato nel 2008 in Russia per evasione fiscale Mogilevich venne scarcerato a luglio dell’anno successivo. Il ministro dell’Interno russo allora affermò che le accuse a suo carico non erano poi così rilevanti. Poco dopo il boss fece perdere le sue tracce e da ottobre dello stesso anno fa parte della FBI's ten most wanted fugitives .



Foto | Gangster Inc

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