Emanuela Orlandi: ascoltata in Procura la sorella di Mirella Gregori


Mirella Gregori sparì nel nulla il 7 maggio del 1983, quarantasei giorni prima della scomparsa di Emanuela Orlandi. Ieri gli inquirenti della Procura di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa della Orlandi - figlia di un funzionario vaticano - hanno ascoltato gli amici e la sorella di Mirella Gregori alla ricerca di possibili legami tra i due casi e hanno disposto il prelievo del dna dei familiari della Gregori.

Il provvedimento è legato alla necessità di eventuali esami che dovessero profilarsi nel caso fossero trovati reperti o luoghi in cui la ragazza potrebbe essere stata tenuta prigioniera. Negli ultimi mesi sono stati già isolati e messi agli atti i profili genetici dei familiari della Orlandi e di Enrico De Pedis, il defunto capo della banda della Magliana che sarebbe, per gli investigatori, coinvolto nella scomparsa della cittadina vaticana.

Mirella Gregori scomparve misteriosamente a Roma il 7 maggio di 17 anni fa. La stessa sorte toccata ad Emanuela Orlandi un mese e quindici giorni dopo. Tutte e due avevano 15 anni. Mirella viveva in via Nomentana con i suoi genitori. La madre raccontò che quel 7 maggio un giovane, che si qualificò come compagno di scuola, chiese a Mirella di scendere. La ragazza disse alla madre che sarebbe tornata a breve, ma da quel momento di lei si perse ogni traccia.


Due vicende in cui le similitudini non mancano. In una delle due missive inviate subito dopo la sparizione della Orlandi, firmata "Fronte liberazione turco anticristiano" si parlava di Mirella in relazione alle condizioni per la liberazione di Emanuela Orlandi. La seconda lettera, giunta all'allora giudice istruttore Ilario Martella che indagava sul caso Orlandi, rivendicava sia il rapimento della Orlandi che quello della Gregori. Da Affari Italiani:

Il quotidiano turco 'Hurriyet', nel 2006 pubblicò estratti di una lettera nella quale l'attentatore del Papa affermava che la Orlandi e Mirella Gregori, rapita nel maggio del 1983, vennero condotte segretamente nel Lichtenstein dopo il sequestro. E i presunti rapitori della figlia del funzionario del Vaticano chiesero in cambio della liberazione della Orlandi la scarcerazione di Ali Agca. Una pista rivelatasi poi orchestrata dalla Stasi.


Già nel 1995 Agca aveva affermato che «Emanuela Orlandi è libera in un convento di clausura». E ancora nel 1997 il lupo grigio venne sentito dai magistrati a seguito di una lettera inviata al giudice Ilario Martella. «Abdullah Chatli - affermò a verbale - ha rapito Emanuela con la complicità dei servizibulgari. Me lo disse Markov durante l'interrogatorio del 1983».


Agca si riferiva a Markov Petkov, agente del Kgb, che venne in Italia insieme al colonnello dei servizi di Sofia, Jordan Ormankov, alla vigilia del processo contro i bulgari allo scopo di minacciare il lupo grigio inducendolo a ritrattare la sua versione. E proprio nel 1997 mancando elementi validi l'inchiesta venne chiusa. Ed, ora, anche poco prima della sua scarcerazione Agca ha affermato che intende fare delle rivelazioni sul caso di Emanuela Orlandi, collegato recentemente a Enrico De Pedis e alla Banda della Magliana.

Ferdinando Imposimato, ex giudice istruttore di indagini di terrorismo e attualmente legale della famiglia Orlandi, in una recente intervista, ha dichiaratao che Emanuela sarebbe stata rapita con la complicità di un'amica. Da RaiNews24:

"Era una ragazza di 17 anni, un anno e mezzo in più di Emanuela - racconta Imposimato a 'Oggi' - e abitava a Ciampino". La sera in cui Emanuela Orlandi sparì, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, aveva un appuntamento con un uomo che doveva venderle dei cosmetici. "Prima di quell'appuntamento fu vista da due amiche dirigersi verso piazza Navona con una ragazza piccola di statura, capelli neri e ricci - spiega Imposimato - che avrebbe fatto da esca, per conto di due ragazzi biondi, due agenti italiani al servizio dei bulgari". (...) "Col rapimento doveva scattare un ricatto al Papa".

Foto | Apcom

  • shares
  • Mail