Pirri, Cagliari: omicidio Simone Naitana, l'arrestato si difende


Il senegalese arrestato con l'accusa di aver ucciso due sere fa Simone Naitana davanti ad una pizzeria di Pirri (Cagliari) è stato interrogato ieri dal magistrato. L’uomo, di 45 anni, avrebbe sostenuto di essersi difeso da un’aggressione. Da Sardegna Oggi:


il senegalese avrebbe dichiarato di essere stato affrontato inizialmente da due persone, tra cui il monserratino, e di essere stato ferito con diversi tagli, tanto da chiamare lui stesso i carabinieri per denunciare l'accaduto.

Invece di aspettare l'arrivo dei militari, però, la lite sarebbe ripresa poco dopo sempre all'esterno dello stesso locale, con l'epilogo ormai noto. Secondo la ricostruzione degli amici della vittima, Naitana sarebbe intervenuto per difendere una ragazza dalle presunte molestie del senegalese.

Di due distinte risse parla anche L'Unione Sarda che riporta la versione dei fatti fornita dal legale del senegalese. A riprova della tesi dell'aggressione ci sarebbero alcune ferite, anche da taglio, riportate dal suo assistito.

Lo scontro tra Ndiaye e Naitana, arrivato nella pizzeria-paninoteca con il suocero e con una parente della sua convivente, sarebbe nato per una parola di troppo del cittadino senegalese alla ragazza. O forse la miccia potrebbe essere stata la richiesta, con toni sgarbati, di una birra gratis alla figlia del titolare della pizzeria al taglio.


Secondo la ricostruzione dell'avvocato, Ndiaye non aveva intenzione di uccidere: la bottiglia di vetro si sarebbe rotta durante la seconda colluttazione, ferendo mortalmente Naitana. Bottiglia che non sarebbe stata nella mani del senegalese. Una ricostruzione che non avrebbe trovato molte conferme.


(...) Intanto Ndiaye, da ieri mattina, è rinchiuso in una cella del carcere di Buoncammino. Ha precedenti penali per rissa, lesioni e tentato omicidio. Fatti avvenuti nel Bergamasco, dove ha ancora la residenza. Il suo permesso di soggiorno scadrà nel novembre del 2010. Nonostante i precedenti, gli era stato rinnovato (in attesa di un'occupazione) dalla questura di Bergamo. Anche Naitana aveva alle spalle guai con la giustizia per questioni di droga e porto d'armi.

Questa mattina è stata effettuata l’autopsia sul cadavere di Naitana. Gli esami dovranno accertare anche la compatibilità delle ferite mortali con la bottiglia rotta indicata come l’arma usata nel delitto. Intanto sono stati rafforzati i controlli nella zona dove risiedono cittadini stranieri per il timore di attacchi.

Foto | L'Unione Sarda

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