Omicidio Carla Molinari: il presunto assassino Giuseppe Piccolomo si dichiara innocente in una lettera al quotidiano La Prealpina

piccolomo

Giuseppe Piccolomo, l’imbianchino di 58 anni ritenuto responsabile dell’omicidio dell’ex tipografa Carla Molinari, sgozzata e mutilata il 5 novembre scorso nella sua villetta di Cocquio Trevisago, si dichiara innocente.

Per la prima volta dal giorno del suo arresto, Piccolomo ha deciso di parlare e lo ha fatto tramite un lettera inviata al direttore del quotidiano La Prealpina:

Oggi sono otto mesi che sono sepolto vivo, accusato di qualcosa che non ho mai fatto. Ripeterò fino alla morte che sono innocente; io non sono mai entrato in quella casa. Hanno cercato in tutti i modi di farmi apparire colpevole e ripeto ancora: sono innocente. [...] Certo che è dura ammettere di avere sbagliato persona e così è più facile mettere del sangue su un coltello che non è mai uscito da casa mia che fare la figura di merda e dire che abbiamo sbagliato. Ero la persona più adatta ad incolpare: non hanno trovato nessun riscontro di tutte le accuse che mi hanno fatto: solo due puntini, come due puntini d’ago sul coltello che tenevo sul comodino in bella vista e aspettava che arrivassero loro a prenderlo.



E, ancora:

I miei avvocati dicono di stare calmo è facile a dirsi, mi hanno levato l'anima staccandomi dai miei figli. Amira di 4 anni e Rayan di 2 sono tutta la mia vita insieme a mia moglie Zineb. Saluto mio figlio Diego dicendogli che sono innocente.

Questo, invece, è il commento di Giancarlo Angeleri, direttore del quotidiano:

Era un foglio scritto in stampatello con diversi errori di grammatica, e che abbiamo deciso di pubblicare correggendo qualcosa ma lasciando sostanzialmente il testo così come lo vedono oggi i lettori. Abbiamo fatto tutte le verifiche del caso quando ci è stato assicurato che la lettera era autentica e non era di un mitomane, abbiamo avvisato anche gli inquirenti, a cui abbiamo consegnato la copia originale. [...] Non mi era mai capitato di ricevere una lettera del genere, normalmente ci scrivono detenuti di fatti meno gravi contestando le accuse oppure i detenuti del carcere di Busto Arsizio che lamentano le condizioni della detenzione. La nostra scelta, di solito, è quella di trasformare queste indicazioni in servizi di cronaca. Ma questo era un caso unico.

Via | VareseNews

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