Bari: 46 arresti clan Strisciuglio in blitz antimafia


Maxi operazione dei carabinieri a Bari contro presunti esponenti del clan Strisciuglio. Trecento militari stanno eseguendo dalle prime luci dell’alba 46 ordinanze di custodia cautelare. L’indagine, denominata “Libertà”, è stata condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

Le misure sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari Vito Fanizzi, su richiesta del sostituto procuratore della Dda di Bari Desirèe Di Geronimo. Gli arrestati sono accusati di traffico di droga, detenzione e porto di armi clandestine e da guerra.

Il clan “Strisciuglio” viene indicato dagli investigatori come il gruppo criminale egemone nel capoluogo. Numericamente è il più consistente, sempre in lotta con i clan rivali per il controllo del territorio (specie nei quartieri Libertà, Borgo Antico, Carbonara, San Girolamo, San Pio, San Paolo, Palese, Santo Spirito con propaggini fino a Bitonto e Giovinazzo).

Dalle indagini è emersa la forte capacità militare dell’associazione mafiosa finalizzata ad un progetto espansionistico verso la periferia, dove operano clan minori. Registrata anche una “efficace opera di proselitismo” del clan all’interno delle carceri.

Della scissione di un gruppo di giovanissimi dall'organizzazione parla questo articolo di Repubblica del 2004. La guerra a S. Girolomano, i baby boss e i corsi e ricorsi della malavita barese...

Sono tutti ragazzini tra i 16 e i 20 anni e hanno dichiarato guerra ai "padri", con l' appoggio degli antichi nemici, i Capriati. Una saga familiare si nasconde dietro le ultime sparatorie che hanno insanguinato Bari. Chi ha sparato mercoledì sera in via Van Westerouth non voleva uccidere, ma "avvertire". I due feriti, M. D. L. 17 anni e N. T. 16 anni, apparterrebbero al nuovo gruppo di «baby-boss», nato tra le strade di San Girolamo.


Chi ha premuto il grilletto della 7,65, secondo fonti della Questura, invece sono uomini della vecchia leva del clan Strisciuglio, che tentano di mantenere il controllo sul quartie. (...) L' importante era il messaggio, più che l' obbiettivo. Sulla nuova guerra di mala scoppiata nel quartiere San Girolamo, ma che infiamma tutta Bari, da mesi lavorano fianco a fianco reparto operativo dei carabinieri e squadra mobile.


Il duplice ferimento dei due ragazzini è avvenuto esattamente sotto casa di Franco Strisciuglio, il fratello del boss Domenico, ammazzato poco distante lo scorso agosto. Anche se lo spartiacque per questa nuova fase delle indagini è il 23 febbraio: quel giorno furono uccisi Matteo Cucumazzo, 31 anni, e Antonio Colella, 27.

Cucumazzo era il guardaspalle di Franco Strisciuglio, l' uomo simbolo cioè del vecchio clan. Il 23 febbraio, tra l' altro, non é una data qualunque. A metà del mese erano usciti dal carcere due uomini di spicco del clan Capriati, Antonio, l' ex boss, e suo nipote Domenico. (...) E il duplice omicidio non sarebbe altro che la cruenta prova di fedeltà degli ex Strisciuglio, che vorrebbero mettersi in proprio, sotto la protezione appunto dei Capriati.

«Ragazzini armati di pistola che si atteggiano a boss» dicono gli investigatori. Ma a parte l' età dei nuovi protagonisti di questa guerra di mala, la storia sembra ripetersi. Sembra essere tornati indietro di sette anni, quando nella primavera 1997 «gli Strisciuglio da semplici ragazzi del boss Tonino Capriati conquistarono un posto di primissimo piano nel panorama criminale barese, mettendo al margine il ruolo di altri clan storici come quello degli Abaticchio nel quartiere Libertà, il clan di Ranieri Nicola a Carbonara e i Diomede a San Girolamo», come scrivono gli stessi investigatori. (...) Alla luce degli ultimi episodi di sangue, la stessa diaspora familiare che portò gli Strisciuglio a controllare la città, ora li sta distruggendo.

Di quella faida si legge anche in questo pezzo d'archivio de La Gazzetta del Mezzogiorno:


La mappa della mafia barese è contenuta su un cd-rom in possesso della Dda di Bari e delle forze di polizia. Basta cliccare su un’icona per addentrarsi nella sofisticata e volubile geografia criminale pugliese. Si evidenzia l’icona "Bari" e si preme invio: compare una videata con i nomi degli affiliati ai clan, soprattutto Strisciuglio e Capriati, prima alleati ora nemici giurati, ma anche quelli in forza ai clan Caldarola e Telegrafo, vicini agli Strisciuglio, e Diomede, Vavalle e Montani.


La sfilza dei nomi dei soldati dei clan è composta, ad occhio, da circa 300 nominativi che scorrono sul video. Almeno una quarantina sono gli appartenenti all’ala armata dei soli due clan in guerra: Strisciuglio e Capriati. Sono giovani addestrati e pronti - secondo gli investigatori - a sparare e a uccidere per strada, anche tra la gente. Sono tutti in forza ai clan Strisciuglio e Capriati. Gli Strisciuglio disporrebbero di 20-25 killer, i Capriati di non più di 15 sicari

L'ultima maxi operazione contro il clan - secondo gli investigatori attraversato negli ultimi anni anche da spaccature interne - nel 2006 con l'emissione di 182 ordinanze di custodia cautelare.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno

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