Evasione carcere Pisa: ricercati Bledar Shehu e Roland Dedja


Un classico delle fughe dal carcere. Due detenuti hanno annodato le lenzuola e scavalcato il muro di cinta della casa circondariale Don Bosco di Pisa. È accaduto ieri all’ora di pranzo. Lo ha comunicato il Sappe che parla di “evasione annunciata”, la seconda in meno di dieci giorni.

L'allarme che segnala eventuali tentativi di scavalcamento - secondo quanto riferito dal Sindacato autonomo di polizia penitenziaria - non era funzionante e nessuna sentinella era a guardia dell’area del muro di cinta. Gli evasi sono Roland Dedja, 26 anni, e Bledar Shehu, di 27, entrambi di nazionalità albanese, in carcere per omicidio e tentato omicidio. Nessuno dei due è stato condannato in via definitiva.

Una fuga semplicissima. Dopo aver attraversato i cortili interni e scavalcato le mura del carcere, i due hanno fermato una donna a bordo di una Jeep Cherokee, l'hanno fatta scendere e si sono impossessati dell’auto. Le ricerche proseguono su tutto il territorio anche con l’ausilio di elicotteri.

Le indagini dovranno appurare anche se i due evasi, di cui sono state prontamente diffuse le foto, avessero dei complici ad attenderli fuori dal carcere, magari qualcuno che ha fornito loro un alloggio dove rifugiarsi. Scrive oggi Pisa Notizie:

Le ricerche della polizia, condotte dalla squadra mobile, non hanno dato esito e neppure l'auto rubata alla donna è stata ancora ritrovata. Nei minuti successivi all'evasione, pattuglie della polizia hanno setacciato palmo a palmo anche i supermercati della zona, nel timore che i due detenuti, probabilmente senza soldi, potessero compiere altri reati in cerca di denaro contante. Decine sono tuttora i posti di blocco predisposti in tutti i varchi cittadini e nelle principali arterie della provincia. L'evasione di ieri ha ricordato quella avvenuta il 30 marzo del 2004, al carcere fiorentino di Sollicciano. (...) Anche in quell'occasione, i detenuti scavalcarono il muro di cinta usando delle lenzuola.

Da Toscana News 24, le parole del segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria:


“Che si tratti di evasione annunciata - ha spiegato all'Adnkronos il sindacalista del Sappe Donato Capece - lo dimostra il fatto che nel carcere di Pisa ci sono 458 detenuti contro una capienza di circa 250 posti, mentre gli agenti penitenziari sono carenti di 80 unità. Da tempo denunciamo le gravi criticità di Pisa, e nonostante le carenze di organico, sette agenti assegnati agli istituti della Toscana sono stati trasferiti, a partire dal primo settembre all'ufficio di vigilanza del ministero della Giustizia. Sollecitiamo l'ispettorato a fare chiarezza in proposito''.


Non meno critico Eugenio Sarno, Segretario Generale Uil PA Penitenziari.


"A distanza di pochi giorni dalla doppia evasione di Lecco, altri due pericolosi malviventi sono scappati dal muro di cinta durante l'ora d'aria a Pisa. D'altro canto come a Lecco, anche a Pisa il contingente di polizia penitenziaria e' gravemente in sofferenza. Una sola unita', infatti, questa mattina era preposta alla sorveglianza di tre cortili di passeggio. Oggettivamente impossibile, quindi, tenere sotto controllo circa centocinquanta detenuti. Laddove avrebbero divuto operare tre agenti ne era presente uno solo. Questa e' l'ordinarieta' straordinaria che si registra in tutte le carceri".


"Appena qualche giorno fa abbiamo nuovamente invitato il Capo del DAP a recuperare le tante, troppe unita' di polizia penitenziaria impiegate in strutture extra penitenziarie. E' ora di rompere queste nicchie di privilegio, e' ora di mandare all'aria questo insostenibile sistema di raccomandazioni, alimentato anche dai sindacati amici".

Foto | Pisa Notizie

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