Wikileaks: documenti segreti Afghanistan. USA e GB protestano, Assange “lo squallore della guerra”


Wikileaks - ne parlava stamattina polisblog - rende pubblici nuovi documenti segreti della guerra in Afghanistan e, inevitabile, scoppia la polemica con il governo americano che accusa l’organizzazione di minare la sicurezza del paese.


Gli Stati Uniti condannano fermamente la rivelazione di informazioni riservate da parte di individui e organizzazioni che possono mettere in pericolo le vite degli americani e dei loro alleati, e minacciano la sicurezza nazionale.Wikileaks non ha fatto nessun passo per contattarci rispetto a questi documenti: il governo degli Stati Uniti è venuto a sapere della loro pubblicazione dalla stampa (...).

In tutto si tratta di quasi 92.000 documenti, per sei anni di guerra, ma finora solo 77.000 sono stati "rilasciati". La restante parte è stata "sospesa" per proteggere la fonte (o le fonti) fanno sapere dall’organizzazione.


A tal proposito va ricordato che a giugno il Pentagono aveva fatto arrestare il militare presunta fonte del video Collateral murder.

E siamo alla stampa. Il NYT, il britannico Guardian e il Tedesco Der Spiegel avevano ricevuto il materiale diverse settimane fa, a patto che non lo pubblicassero prima del 25 luglio quando Wikileaks avrebbe messo tutto online.

Il New York Times ha precisato che tra le 200.000 pagine del dossier ci sono verbali militari di combattimenti e rapporti dell’intelligence e che Wikileaks non ha rivelato le sue fonti né è stata coinvolta nel lavoro giornalistico.

Ma veniamo ai contenuti delle nuove rivelazioni. Si parla delle morti di civili causate dagli attacchi dei ribelli, "una escalation di stragi" in parte coperta; dell’esistenza di un’unità segreta incaricata di uccidere o catturare ogni taleban senza sottoporlo ad alcun processo; di come gli Usa hanno occultato le prove del possesso da parte dei talebani di missili terra-aria; dei droni Reaper telecomandati a distanza da una base del Nevada; dei rapporti di collaborazione tra i servizi segreti pakistani (Isi) e i talebani.

La Task Force 373 - un corpo segreto di operativi speciali scelti nell’esercito e nella marina - lavora su una lista di 70 comandanti ribelli, da prendere "vivi o morti". Un imperativo che richiama alla mente la precedente amministrazione a stelle e strisce, in continuità però con quella attuale, che secondo i dati diffusi da Wikileaks ha avviato questo tipo di missioni.

In particolare a proposito dei droni è emerso che alcuni si schiantano a terra o l’uno contro l’altro, costringendo i militari ad un rischioso recupero delle armi "ospitate" dai velivoli prima che lo facciano i ribelli.

C'è poi il capitolo delle vittime civili causate dalle forze militari alleate: 144 gli episodi di questo genere, molti dei quali finora sconosciuti all’opinione pubblica, per un bilancio di 195 civili morti e 174 feriti accertati. I documenti segreti in oggetto riguarderebbero, secondo il governo Usa, il periodo che va dal 2004 al 2009.

Diversi i casi riportati di militari che hanno aperto il fuoco contro automobilisti o motociclisti scambiati per attentatori suicidi. Ma quello che Oltreoceano sta facendo più discutere è la rivelazione che i servizi segreti militari pakistani aiuterebbero da tempo i ribelli afghani. Contro gli stessi americani formalmente loro alleati e per questo ben finanziati. Il Pakistan fa il doppio gioco?

Gli 007 pakistani avrebbero organizzato "reti di gruppi di insorti che combattono i soldati americani in Afghanistan, e complotti che mirano ad assassinare dirigenti afghani".

Questo mentre la CIA avrebbe ampliato le sue operazioni paramilitari all’interno dell’Afghanistan comandando aggressioni, attacchi aerei, raid notturni. Dal 2001 al 2008 avrebbe anche pagato i bilanci dei servizi spionistici afghani.


Secondo il New York Times, dopo "quasi 300 miliardi di dollari per la guerra in Afghanistan dal 2001, i talebani sono più forti che mai". Sulla stessa linea d'onda il Guardian che parla di "fallimento" della guerra in Afghanistan.

Molto di quello finora trapelato dai documenti contiene conferme a quello che già si sapeva, scrive Il Sole 24 ore.

La guerra va male? Lo sapevamo già. I servizi pakistani aiutano al Qaeda? Non solo lo sapevamo ma ne avevamo già prima la certezza: basta leggere le interviste agli agenti pakistani dell'Isi sui loro rapporti con Bin Laden. Ci sono più vittime civili di quanto non sia stato detto? Questo è uno dei motivi per cui gli americani sono impopolari e i talebani fanno ancora proseliti. Ma come vengono fuori questi rapporti segreti militari degli americani? Qualche talpa, degli abili esperti di crittografia che violano i codici riservati? Oppure, più semplicemente, questi documenti sono stati fatti filtrare con l'obiettivo di attirare con clamore l'attenzione dell'opinione pubblica su quello che l'amministrazione ufficialmente non può dire. La prima questione: non c'è una via d'uscita a breve dall'Afghanistan perché bisogna stare lì, a tenere sotto controllo il Pakistan potenza nucleare musulmana (...). Islamabad viene trattato da pseudo alleato ma in realtà è anche un avversario degli Stati Uniti.

Intanto mentre anche Downing Street protesta "per ogni tipo di pubblicazione non autorizzata di materiale segreto", Julian Assange difende l'organizzazione da lui fondata e il diritto all'informazione: “è compito del giornalismo prendersela con gli abusi dei potenti. E, se succede, c'è sempre una reazione".

"Nelle carte potrebbero esserci prove di crimini di guerra". Carte che comunque, ha proseguito, non fanno correre alcun rischio "dal punto di vista operativo" alle truppe di stanza in Afghanistan.

Assange ha poi precisato che i 92.000 documenti che Wikileaks ha condiviso con la stampa sono "attendibili" e "dimostrano che la natura della guerra deve cambiare".

Via | Boing Boing

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