Roma, omicidio: l'assicuratore Flavio Pennetti uccide datore di lavoro Massimo Carpifave


Aveva litigato con il capo e temeva di essere licenziato. Questa la prima ricostruzione dei motivi che sarebbero all’origine dell’omicidio avvenuto ieri sulla strada che va da Rieti a Roma.

Flavio Pennetti, assicuratore romano di 30 anni, ha ucciso con una mazza da baseball Massimo Carpifave, 60 anni, titolare dell'agenzia Assirisk di via di Vigna Stelluti 157 a Roma.

Poi ha tentato di occultarne il cadavere, coprendolo con sassi, terriccio e foglie, lungo la strada che collega Leonessa a Rieti. Ieri mattina Carpifave e Pennetti erano andati insieme con l'auto del giovane a Leonessa per lavoro.

Nel tardo pomeriggio, tornando verso Roma, tra i due sarebbe nato il diverbio finito in tragedia. La moglie di Carpifave verso le 21 di ieri sera, preoccupata, aveva denunciato la scomparsa del marito che non rispondeva alle sue telefonate. La donna ha raccontato che Pennetti, già arrivato a Roma, le aveva detto di aver lasciato il coniuge nella sede dell'agenzia.

I poliziotti hanno così richiesto al magistrato di turno un decreto per individuare il tracciato telefonico dello scomparso. Fermato "sulla base di fondati sospetti” e interrogato, Flavio Pennetti ha ammesso il delitto ed è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

L’uomo inizialmente avrebbe tentato di negare ogni addebito ma il controllo delle microcelle del suo telefonino e di quello della vittima ha smentito l'assicuratore, che sosteneva di aver lasciato l’agente a Roma nel suo ufficio.

Pennetti a quel punto sarebbe scoppiato in lacrime, prima di confessare e condurre la polizia nel luogo dove aveva nascosto il cadavere e gettato i suoi abiti sporchi di sangue, come riporta Il Messaggero:

«Era un dittatore. Mi ha insultato in tutti i modi, poi quando ha cominciato a parlare della subagenzia ho accumulato uno stress nervoso impressionante. E quando sono sceso per far rientrare il parafango con la mazza non ce l'ho fatta più e l'ho ucciso»

E sempre ieri a Massarosa (Lucca) Paolo Iacconi, 51 anni, ex rappresentante della Gifas Electric, ha ucciso a colpi di pistola due dirigenti dell’azienda per la quale aveva lavorato, prima di suicidarsi. Iacconi, scrive stamattina Il Gazzettino:

aveva dal 1987 il permesso di detenere una pistola in casa nonostante fosse stato in cura per tre anni nel Centro di Salute Mentale di Pordenone a causa di una sindrome depressiva e nonostante avesse per ben due volte tentato di suicidarsi.


Il permesso - si è saputo oggi a Pordenone - riguarda solo il possesso della pistola all'interno dell'abitazione e, quindi, Iacconi non poteva portare l'arma fuori di casa. Questa circostanza non era nota ai medici del Centro di salute mentale di Pordenone che lo hanno avuto in cura (...).

Foto | Il Messaggero

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