Evasione carcere Lecco: ricercati Nicodemo Romeo e Amr Aly El Fadly


Sono ancora in corso le ricerche dei due detenuti evasi ieri dal penitenziario di Lecco. Si tratta di Nicodemo Romeo, 27enne di Polistena (Reggio Calabria), condannato per spaccio di stupefacenti e accusato di omicidio in un procedimento ancora in corso, e di Amr Aly El Fadly, egiziano di 29 anni, finito in carcere per rapina e lesioni personali aggravate.

I due sarebbero fuggiti con uno stratagemma approfittando dell’ora d’aria. Dopo aver eluso la sorveglianza avrebbero scavalcato il muro perimetrale di cinta del carcere, agevolati anche dall’alta statura dell’egiziano. L’evasione sarebbe avvenuta intorno alle 9:30. Subito dopo un contadino ha avvistato i fuggitivi attraversare i campi alle spalle del carcere di Pescarenico, nei pressi della linea ferroviaria.

Le ricerche proseguono in tutto il Nord Italia con posti di blocco lungo strade e autostrade, controlli nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti. Ieri pomeriggio sono state diffuse le foto dei due evasi mentre la direzione del penitenziario ha avviato un'indagine interna.

Gli investigatori stanno verificando anche l'eventuale presenza di possibili complici dei due detenuti all'esterno del carcere. Ecco una parte della dichiarazione stampa del Segretario Generale UIL PA Penitenziari, Eugenio Sarno. Il resto lo potete leggere qui.


(...) La massa di agenti mobilitati dagli istituti penitenziari verso i palazzi romani, di cui il Ministro e il Capo del DAP sono pienamente coscienti, hanno assottigliato oltremodo i presidi di sicurezza. Da tempo avevamo avvisato che i poliziotti penitenziari di prima linea non avrebbero potuto costituire un argine ad azioni organizzate, com’è certamente quella di Lecco. Così come con estrema nettezza e chiarezza non abbiamo remore nel ribadire che episodi così eclatanti potrebbero appartenere alla quotidianità penitenziaria.

Queste invece sono le osservazioni di Leo Beneduci, Segretario generale dell'Osapp, riportate da Apcom:

"Difficile comprendere le ragioni per le quali un detenuto di tale pericolosità e con pena residua di 9 anni in quanto accusato di omicidio potesse essere detenuto in un carcere quasi a 'custodia attenuata' quale quello di Lecco".


"Ben altre strutture penitenziarie in Lombardia quali Milano-Opera o Monza si sarebbero potute considerare maggiormente idonee". "Soprattutto a Lecco (...) non c'è la sentinella sul muro di cinta e non è mai stato attivato in quell'istituto nemmeno il servizio di sorveglianza esterna auto-montato che più volte avevamo richiesto come sindacato".


"A parte le responsabilità specifiche che saranno le Autorità ad accertare, nell'attesa che i due evasi vengano ripresi come sindacato siamo convinti che certi eventi, speriamo isolati, derivino dalla confusione che oramai impera nelle carceri italiane a fronte degli oramai 69.000 detenuti presenti e dell'assenza di interventi diversi da quelli edilizi da parte del Ministro Alfano e del capo dell'Amministrazione Ionta".


Foto | Giornale di Lecco

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