Truffa alle assicurazioni, 7 arresti nel Nolano. Coinvolti medici e professionisti


Sono coinvolti anche medici e avvocati nell’indagine condotta dai carabinieri di Nola (Napoli) su una truffa ai danni delle assicurazioni. Finti incidenti e rimborsi veri. I militari dell’Arma hanno eseguito nel Nolano nove misure cautelari a carico di altrettante persone. Contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, danneggiamento fraudolento dei beni assicurati, mutilazione fraudolenta della propria persona, ricettazione, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità in scrittura privata e peculato.

In quattro sono finiti in carcere, tre agli arresti domiciliari, gli altri due sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’attività investigativa era partita nel 2008 dopo l’accertamento, da parte dei carabinieri di una stazione dell’Agro nolano, della simulazione di un sinistro stradale finalizzata ad ottenere il risarcimento della compagnia assicurativa.

L’organizzazione, composta da 15 persone, secondo quanto emerso dalle indagini, era attiva nel Nolano e, in parte, nell'area Vesuviana (a Napoli si paga la Rca più alta d’Italia) e Avellinese. Tra loro anche un ex agente di polizia, già vicesindaco dimissionario di Tufino (Napoli), ma anche impiegati comunali, professionisti e medici.

Grazie a falsi testimoni avrebbero denunciato qualcosa come 120 falsi sinistri stradali per una truffa che ammonterebbe ad un milione di euro. Scrive Il Corriere del Mezzogiorno:


È soprattutto su persone in difficoltà economiche che la banda puntava. Come documentato dalle indagini, i membri dell’associazione istruivano in tutto e per tutto i denuncianti dei falsi sinistri e i falsi testimoni sulla condotta da tenere in tutte le fasi della truffa. Le somme, poi, venivano ripartite tra i promotori dell’associazione - i quali "compravano" il sinistro pagando preventivamente soggetti in difficoltà economiche - coloro che sostenevano falsamente di aver subito l’incidente e i falsi testimoni. Centrali le intercettazioni ambientali, anche con uso di telecamere, nello studio legale di Aniello Malinconico e Alessandro Ferrante, entrambi ora in carcere. La Procura ha ravvisato responsabilità penali sul conto di 85 persone a vario titolo coinvolte.

Foto | Flickr

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