Omicidio Serena Mollicone: indagine continua. Proroga di 3 mesi


La Procura di Cassino avrà altri 3 mesi per indagare sull’omicidio di Serena Mollicone, la ragazza di Arce (Frosinone) uccisa nel 2001 quando aveva 18 anni. La proroga è stata disposta dal gip. "Ho sempre pensato che non si potesse archiviare" ha commentato il padre.

Il corpo senza vita di Serena venne trovato nel bosco di Anitrella (Frosinone) il 3 giugno 2001. L’autopsia confermò che la ragazza era morta circa 36 ore prima del ritrovamento per asfissia meccanica provocata dal nastro adesivo attorno al naso e alla bocca.

A settembre del 2002, dopo un anno di indagini, la procura di Cassino iscrisse nel registro degli indagati Carmine Belli, carrozziere di Rocca d’Arce, allora 38enne. Su un bigliettino trovato nell'officina dove lavorava era annotato un appuntamento con la ragazza.


Sempre nella carrozzeria venne trovato il talloncino di uno studio dentistico che riportava una prenotazione per Serena.

Le impronte trovate sul nastro adesivo bianco usato per legare mani e piedi della giovane però non corrispondevano con quelle del carrozziere, anche se lo scotch e le buste di plastica, usate per avvolgere la testa della studentessa, erano compatibili con il nastro adesivo e le buste trovate nella carrozzeria.

Belli venne rinviato a giudizio nel 2004 e dopo sette mesi di processo, a luglio, la Corte d'assise, lo assolse. Nel 2006 prima la Corte d'assise d'appello e poi la Cassazione confermarono l'assoluzione.

A luglio 2008 però le indagini vengono riaperte. Un brigadiere dei carabinieri, ascoltato come persona informata dei fatti sulla morte di Serena, si uccide con la pistola d'ordinanza. Un suicidio che, dissero all’epoca gli inquirenti, non aveva nulla a che fare con la morte della ragazza. Qualcosa in più si legge negli archivi di Repubblica:


è stato trovato nel primo pomeriggio di ieri poco lontano dal luogo in cui, sette anni fa, fu scoperto il corpo di Serena Mollicone, brutalmente assassinata. Lui, Santino Tuzzi, brigadiere dei carabinieri di Sora, 50 anni, stando alle prime ricostruzioni, si è sparato in pieno petto con la pistola d' ordinanza. A legarlo al delitto Mollicone l' interrogatorio di cinque giorni fa quando, chiamato dalla Procura di Cassino, era stato sentito come persona informata dei fatti di quel caso da poco riaperto. E anche se il procuratore di Cassino Gianfranco Izzo ha escluso che la morte del brigadiere possa essere legata alla nuova indagine, le domande restano molte. Dicono che avesse problemi familiari. Che fosse depresso. Resta la coincidenza.


E, soprattutto, le dichiarazioni di un amico (...) che, davanti alle telecamere delle televisioni locali ha affermato: «Santino è stato ucciso, non si è sparato. Era a conoscenza di cose importanti riguardo l' omicidio di Serena Mollicone. Me ne aveva parlato più volte e per questo era stato trasferito dalla stazione di Arce a quella di Fontana Liri. L' avevo incontrato un' ora prima che venisse ritrovato privo di vita.


Ci siamo incrociati con la macchina, mi ha lampeggiato per salutarmi. Un uomo che va ad uccidersi non si comporta così» ha continuato Malvani. «Mi aveva anche confidato di come il famoso telefonino di Serena fosse magicamente riapparso in casa della ragazza. Sapeva troppe cose di quella storia. Povero amico mio. è ora che la verità venga finalmente a galla. Per la sua memoria e per quella di Serena».

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