Bologna: 19enne rumena denunciò stupro e fece arrestare tre connazionali. Si era inventata tutto.

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Era il 21 giugno scorso quando una 19enne rumena si presentò ai carabinieri della stazione Bertalia di Bologna e denunciò di essere stata aggredita, sequestrata e violentata da tre connazionali.

Il tutto, secondo il suo racconto, era avvenuto in pieno centro, poco dopo le 20: i tre giovani l'avevano avvicinata in Strada Maggiore e l'avevano costretta a salire in auto con loro per poi portarla in un appartamento di Quarto Inferiore e violentarla.

I tre furono arrestati, ma ora si è scoperto che in quella storia non c'era nulla di vero.

La 19enne, stando a quanto è emerso in queste ore, si sarebbe inventata tutto per paura che la madre la rimproverasse per aver passato la notte fuori casa.

A far scoprire la verità sarebbero stati i tabulati telefonici di uno dei giovani rumeni, che quel giorno non si agganciò mai ad una cella del centro: questo significa che la sera del 20 giugno né il giovane né i suoi amici sono passati per quella zona.

Messa di fronte a questi dati, la 19enne ha ammesso tutto: i tre sono stati rilasciati, mentre lei ora rischia un'accusa per calunnia.

La verità, secondo gli inquirenti, è la seguente: la ragazza si era data appuntamento al centro commerciale Lame con uno dei tre, col quale aveva avuto una relazione di qualche mese, l'aveva seguito nella sua abitazione ed aveva avuto un rapporto sessuale consenziente con lui.

Via | Corriere di Bologna

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